Archivi categoria: Congiuntura

Tensione ancora alta: mercati scettici sulla tenuta dell’Ue.

E’ necessario un colpo di reni per rimettere in cammino il progetto europeo. Dall’unione monetaria verso l’unione fiscale. Emissione di Eurobond.

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DOLLARI ALLE BANCHE UE: IL NUOVO SALVAGENTE SEMBRA GIA’ SGONFIARSI.

Il ribaltamento sulla clientela da parte delle banche nostrane del maggior costo del funding derivante dall’aggravarsi del rischio Italia, iniziato come segnalato già in luglio, è graduale e potrebbe non riflettere ancora interamente il peggioramento del rischio sul nostro Paese delle ultime settimane. Valuta se gli spread sulle varie forme di finanziamento sono allineati al tuo rating (contattaci)

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LA TEMPESTA FINANZIARIA: APPROFONDIMENTI SULLO SPREAD BTP-BUND.

La tempesta finanziaria in corso sta mettendo sotto pressione l’Italia e i nostri Btp; si allarga pericolosamente lo spread con i Bund tedeschi. Analizziamo cosa è accaduto, quali sono le cause e gli effetti e cosa è particolarmente urgente fare per uscire da questa situazione. In un prossimo intervento concentreremo l’attenzione sull’effetto che la crisi sta avendo sui tassi per le imprese.

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“Occhio di bue” pronto ad inquadrare il debito Usa.

Le notizie incoraggianti giunte dal fronte europeo (secondo pacchetto di aiuti alla Grecia più altre importanti misure sul fondo salva Stati) contrastano con il clima di sostanziale confusione che continua a regnare a Washington, sulla trattativa per l’innalzamento del tetto di indebitamento degli Stati Uniti che, entro il 2 agosto, deve evitare il default del paese.

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RIUNIONE BCE: PROBABILE UN RIALZO A LUGLIO

Da quando la Bce, ad aprile ha alzato il pronti contro termine (1,25% da 1%), i tassi a medio – lungo termine sono scesi abbondantemente. La riunione di ieri che di fatto apre ad un nuovo aumento di un quarto di punto del P/T, non ha fermato questa tendenza. Diventa appetibile il tasso fisso per operazioni di finanziamento a medio termine o per i leasing?

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Il punto sui tassi ad una settimana dal rialzo Bce

La decisione di portare il P/T all’1,25% è entrata in vigore il 13 aprile in concomitanza con la prima operazione di pronti contro termine. Sulle aspettative riguardo alle prossime mosse di politica monetaria non è cambiato sostanzialmente nulla; i mercati si aspettano sempre nuovi aumenti di un quarto di punto a luglio, autunno e fine anno con un P/T che raggiungerà il 2%. Quello che invece cambia sono le aspettative per gli anni successivi, divenute più caute; attendersi un Euribor oltre il 3,5% (marzo 2014) pare eccessivo e non esistono ad oggi i presupposti per ipotizzare uno scenario del genere. L’Euribor tre mesi ha continuato a salire raggiungendo l’1,35%; i tassi overnight (1,15%) si sono adeguati al nuovo P/T.

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La catastrofe in Giappone: gli effetti sulle valute e sui tassi. La Bce alzerà lo stesso i tassi ad aprile come annunciato?

E’ difficile se non impossibile stimare ragionevolmente quali saranno le conseguenze di medio termine sull’economia giapponese e su quella internazionale specie non conoscendo ancora come si evolverà l’allarme nucleare in corso. Soffermiamoci quindi a valutare qual è stato l’impatto sulle valute e sui tassi di interesse in questi primi giorni post tragedia.

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La Bce alzerà il P/T ad aprile: i tassi si adeguano.

La Bce rialzerà i tassi alla riunione di aprile dopo quasi due anni di P/T all’1%, livello entrato in vigore il 13 maggio 2009. I mercati che prevedevano questo evento a inizio estate si sono immediatamente adeguati con i tassi Future Euribor 3 mesi in netto rialzo così come i tassi Irs a breve e medio termine. Meno marcato il rialzo sui tassi a lungo termine e sui tassi Future Euribor  2014 e seguenti. La Bce ha inoltre rivisto al rialzo le stime su inflazione e crescita.

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L’inflazione sale al 2,4%; la Bce sta a guardare?

Nonostante un’inflazione salita al 2,4% tendenziale a gennaio (stima flash), il Presidente della Bce non è sembrato molto preoccupato. Le tensioni sui prezzi infatti sono da attribuirsi al rincaro delle materie prime e dell’energia, eventi che seppur da monitorare, non modificano l’inflazione di medio termine che rimane saldamente ancorata agli obiettivi Bce (2%). Ma i mercati non sono pienamente convinti che la nostra Banca Centrale possa rimanere ferma ancora a lungo: prova di ciò sono gli attuali tassi impliciti calcolati sulle quotazioni Future Euribor 3 mesi e i tassi impliciti Ois (overnight index swap).

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Quadro macroeconomico di inizio 2011

I principali indicatori (Pmi – Ism – Ifo – Zew) e i dati congiunturali di questi ultimi mesi sono risultati superiori ai precedenti e migliori delle attese lasciando presagire un primo trimestre di crescita sostenuta. Tuttavia alcuni fattori negativi limitano il potenziale di rialzo: il prezzo del petrolio oltre i 100 Usd al barile e soprattutto la situazione dei conti pubblici non solo dei paesi europei periferici ma anche degli Usa che richiedanno in molti casi ulteriori manovre correttive nel corso del ’11.

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