Usa e Iran potrebbero aver raggiunto un'intesa per estendere il cessate il fuoco e revocare le restrizioni al traffico nello Stretto di Hormuz. Per i contratti derivati sul petrolio si prospetta una performance settimanale negativa, la peggiore da quasi due mesi, considerato che gli operatori sembrano attendere ancora soltanto i dettagli dell'intesa su Hormuz che pare imminente. Il futures sul Brent viaggia in calo di 89 cent a 92,82 dollari il barile e quello sul Nymex a 87,95 dollari. Le borse sono positive. I tassi sono scesi. In questo quadro, ripartono da 3,70% il tasso del decennale e da 70 punti base il premio al rischio tra Italia e Germania sul segmento 2036. Gli operatori del mercato monetario hanno intanto lievemente ridotto le aspettative di rialzo dei tassi da parte della Bce quest'anno - 55 centesimi da circa 60 prima della notizia dell'accordo - anche se continuano a prezzare circa il 90% di probabilità di un aumento il mese prossimo. L'inflazione della zona euro è balzata al tasso annuo di 3% il mese scorso nell'area dell'euro e la stima di maggio - in calendario martedì prossimo - dovrebbe mostrare un aumento ancora più marcato. In attesa dei numeri Eurostat, arrivano in mattinata le omologhe statistiche nazionali per i principali Paesi euro. Dollaro cedente, penalizzato dal clima di propensione al rischio che pesa sugli acquisti rifugio. Lo yen si allontana intanto dalla soglia di 160 contro il biglietto verde, livello che ha persuaso le autorità nipponiche a intervenire sul mercato valutario.
Caffé Espresso
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