Driver di seduta le letture preliminari degli indici Pmi di giugno per le principali economie del blocco e per l'intera zona euro, dalle quali dovrebbe giungere un segnale di ripresa per la crescita, strettamente monitorato anche dalla Bce.
Gli Usa hanno sospeso le sanzioni nei confronti dell'Iran per 60 giorni a partire da ieri dopo il primo round di colloqui, mentre in Libano non ci sono notizie di combattimenti. L'Iran potrà così vendere petrolio e prodotti affini e ricevere i relativi pagamenti. Da ieri il traffico marittimo attraverso lo stretto di Hormuz ha ripreso a intensificarsi.
Parlando al Parlamento europeo, la presidente Bce Lagarde ha detto ieri che lo shock provocato dall'inflazione nella zona euro è troppo grande per essere ignorato, ma non così grande da far salire le aspettative sui prezzi a lungo termine o generare pericolosi effetti di secondo livello. Lagarde ha anche detto che la Bce non ricorre alla stima del tasso neutrale per prendere decisioni di politica monetaria.
In giugno decisa crescita per la manifattura giapponese con il sotto-indice dei nuovi ordini al massimo di oltre quattro anni, sebbene i costi continuino a salire a causa della guerra in Medio Oriente.
Con la divisa giapponese sui minimi di 40 anni, il ministro delle Finanze ha detto di aver avuto ieri una riunione a distanza con il segretario al Tesoro Usa per discutere dei mercati finanziari globali, alla luce delle crescenti preoccupazioni per le forti oscillazioni valutarie. Se necessario, verranno intraprese azioni decisive. Dollaro solido sulle aspettative di una politica monetaria Fed più aggressiva mentre lo yen è debole.
Prezzi del petrolio in calo con gli investitori che si concentrano su ulteriori segnali di distensione dopo la riapertura del traffico nello stretto di Hormuz.
Il futures sul Brent a 77,2 dollari il barile e quello sul Nymex a 73,4 dollari.
Caffé Espresso
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