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Editoriali e Notizie Finanziarie

Un fine 2009 al rialzo per Bond Usa, Bund tedeschi e tassi Irs.

Il miglioramento del clima economico in Usa e le preoccupazioni sulla capacità dei mercati di assorbire le programmate ingenti emissioni governative ha condotto al rialzo i Treasury che a loro volta trascinano il Bund tedesco e i tassi Irs.

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Come impattano le attuali tensioni sui tassi Irs ed Euribor

Le attuali tensioni su Irlanda – Portogallo – Spagna e Italia stanno conducendo a nuovi record degli spread tra i titoli governativi di questi Paesi e il Bund tedesco. Che ripercussioni sui tassi Irs ed Euribor? Quali i meccanismi di trasmissione? Esiste un pericolo contagio?

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Giornata ad alta tensione

Giornata ad alta tensione sui titoli governativi europei con l’Italia che vede il rendimento dei propri titoli governativi salire abbondantemente e con lo spread Btp-Bund tedesco dieci anni che supera il 2% toccando il suo massimo dall’introduzione dell’Euro.

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Le previsioni sui tassi EURIBOR e IRS

I dati occupazionali Usa migliori delle attese hanno alimentato le speranze che la ripresa dell’economia stia procedendo più velocemente del previsto; molti indicatori anticipatori, si sono mossi ultimamente nella stessa direzione. La Bce, pur rivedendo al rialzo le sue previsioni, in occasione della riunione della scorsa settimana ha sottolineato il clima di estrema incertezza che ancora regna e la possibilità di nuovi inciampi a cui potrebbe andare incontro l’appena iniziata precaria ripresa. Ad immediata conferma dei timori della nostra banca centrale è giunto il declassamento del debito sovrano greco.

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Le previsioni sui tassi EURIBOR e IRS

In questa prima parte di ottobre molti indici di fiducia americani ed europei sono stati peggiori delle attese. Dopo il recente ottimismo estivo torna quindi a prevalere la cautela. I mercati stanno facendo proprio uno scenario di bassa crescita per un periodo prolungato di tempo, con un’inflazione che almeno per tutto il 2010 non rappresenterà un problema. Dalle recenti riunioni delle banche centrali e del G20 emerge la preoccupazione sulla capacità della crescita di autoalimentarsi nel momento in cui venissero ridotti o ritirati gli stimoli fiscali e monetari. Sia la Federal Reserve, sia la Banca centrale europea (Bce) hanno promesso di mantenere basso il costo del denaro nei prossimi mesi e i tassi a medio lungo termine si sono adeguati a questa prospettiva.

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Le previsioni sui tassi EURIBOR e IRS

Per capire quelle che sono le condizioni del mercato interbancario, cioè quanto le banche si fidano una dell’altra, si guarda al delta tra Euribor e tasso Ois, acronimo di overnight index swap che rappresenta il “livello medio atteso” del tasso overnight nel periodo di swap. La differenza tra i due tassi rappresenta il premio al rischio sul mercato interbancario: più è alto più il mercato è in tensione. La differenza tra Euribor 3 mesi-Ois 3 mesi è salita al picco dell’1,80% circa post Lehman Brothers per scendere successivamente, accelerando la discesa dall’ultima riunione Bce di inizio aprile, fino all’attuale 0,55%. Tale livello per quanto incoraggiante è ancora lungi da poter essere definito di normalità (era di pochi centesimi a inizio estate ’07 prima della crisi dei mutui subprime).  Questa premessa è necessaria per interpretare quelli che potrebbero essere i futuri livelli dell’Euribor. Con la Bce che sembra ormai aver quasi terminato di tagliare (possibile a maggio un’ultima sforbiciata di 0,25% con P/T Bce all’1%), l’ulteriore calo dell’Euribor sarà condizionato dal contestuale rientro delle tensioni interbancarie.

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Le previsioni sui tassi EURIBOR e IRS

In Europa gli indici di fiducia (Zew, Ifo e Pmi) sono risultati migliori delle attese lasciando intendere che la recessione in corso sia arginata. Tali indici tuttavia sono sempre su livelli bassi che segnalano ancora una contrazione della crescita nei prossimi trimestri, anche se inferiore rispetto a quanto registrato nei primi tre mesi ’09 (–2,5%). In Usa i dati hanno invece deluso le aspettative e la Fed ha rivisto al ribasso le sue precedenti stime per il ’09-’10 (attualmente Pil ’09 tra –2 e –1,3%; ’10 tra 2 e 3%). A condizionare l’andamento dei tassi, in particolare quelli a medio-lungo termine è stata tuttavia la messa sotto osservazione del debito Uk da parte di S&P (potenziale futura perdita del rating tripla A) che ha posto sotto i riflettori l’effettiva capacità di rientro dall’eccesso di debito che i vari governi stanno creando nel tentativo di rianimare l’economia.

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Le previsioni sui tassi EURIBOR e IRS

Per capire quelle che sono le condizioni del mercato interbancario, cioè quanto le banche si fidano una dell’altra, si guarda al delta tra Euribor e tasso Ois, acronimo di overnight index swap che rappresenta il “livello medio atteso” del tasso overnight nel periodo di swap. La differenza tra i due tassi rappresenta il premio al rischio sul mercato interbancario: più è alto più il mercato è in tensione. La differenza tra Euribor 3 mesi-Ois 3 mesi è salita al picco dell’1,80% circa post Lehman Brothers per scendere successivamente, accelerando la discesa dall’ultima riunione Bce di inizio aprile, fino all’attuale 0,55%. Tale livello per quanto incoraggiante è ancora lungi da poter essere definito di normalità (era di pochi centesimi a inizio estate ’07 prima della crisi dei mutui subprime).  Questa premessa è necessaria per interpretare quelli che potrebbero essere i futuri livelli dell’Euribor. Con la Bce che sembra ormai aver quasi terminato di tagliare (possibile a maggio un’ultima sforbiciata di 0,25% con P/T Bce all’1%), l’ulteriore calo dell’Euribor sarà condizionato dal contestuale rientro delle tensioni interbancarie.

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Le previsioni sui tassi EURIBOR e IRS

La Bce ha tagliato il P/T di 0,25% contro le attese della maggior parte degli economisti che si attendevano una riduzione di mezzo punto. Il P/T da mercoledì prossimo (entrata in vigore della manovra) passerà dall’attuale 1,5% all’1,25%. La Bce nel suo comunicato ha ribadito la possibilità di nuovi tagli fin dalla prossima riunione di inizio maggio, riunione in cui verranno prese anche altre misure “non convenzionali”. Per il momento, tuttavia, i mercati restano decisamente dubbiosi su tale possibilità.

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Impatto Irlanda sull’Eurousd: meno 5% in una settimana.

Dopo la puntata fino a sfiorare 1,43 (4 novembre) in seguito dell’annuncio della manovra Fed di un nuovo allentamento monetario, il cross EURO/USD è scivolato in modo deciso portandosi sino a 1,36 perdendo circa il 5% in una sola settimana. I dati positivi Usa sulla bilancia commerciale e sui sussidi di disoccupazione resi noti la scorsa settimana hanno solo marginalmente contribuito alla ripresa del Dollaro. Argomento di maggior rilievo è stato invece l’affioramento di preoccupazioni sulla sostenibilità dei debiti pubblici di alcuni Paesi periferici europei che hanno pesantemente inciso sulla debolezza dell’Euro. In particolare i mercati hanno portato al centro dell’attenzione la difficile situazione in Irlanda.

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