CAFFE’ ESPRESSO

2 dicembre 2022 - Riflettori sul mercato del lavoro Usa.

Come ogni primo venerdì del mese l'appuntamento principale sul fronte macro è l'aggiornamento sulla dinamica del mercato del lavoro Usa, tra i principali indicatori cui Federal Reserve guarda per aggiustare il costo del denaro. Leggermente migliori della attese i dati di ieri pomeriggio sulle nuove richieste settimanali di sussidi disoccupazione, particolarmente deludente invece il rapporto Adp di mercoledì relativo al solo settore privato. Dagli ultimi commenti pubblici, risalenti all'altro ieri, emerge un tono 'dovish ma non troppo' da parte del numero uno Fed.

 

L’indice dei prezzi core Pce, un dato monitorato dalla Fed è in marginale rallentamento a ottobre a +0,2% mese su mese, leggermente meno del +0,3% stimato, da +0,5% del mese precedente. Il dato anno su anno rallenta a +5,0% da 5,2% (rivisto) del mese precedente, il dato è perfettamente allineato alle stime. A far scatenare l’euforia di ieri è stato l’intervento di Jerome Powell. Il governatore della banca centrale è stato esplicito nell’indicare un rallentamento del rialzo dei tassi già nella prossima riunione di politica monetaria. Le aspettative si sono aggiustate su un rialzo di 50 punti base dai 75 previsti in precedenza. Proseguono gli acquisti sul mercato obbligazionario.

 

Dollaro poco mosso, sui minimi delle ultime 16 settimane a livello di indice rispetto alle prime sei controparti commerciali ma in recupero dai recenti minimi dopo i dati incoraggianti sulla spesa dei consumatori Usa.

 

Macron era ieri a cena alla Casa Bianca per trattare soprattutto della crisi ucraina. Il presidente francese ha mantenuto con Mosca un canale aperto, soprattutto per discutere della questione nucleare. Secondo Biden, invece, Vladimir Putin non sta mostrando alcun segno di disponibilità al dialogo.

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