CAFFE’ ESPRESSO

1 dicembre 2022 - La Fed alzerà solo di mezzo punto alla riunione del 14 dicembre.

Nell'intervento di ieri sera a Washington, il numero uno della Fed ha detto che l'istituto centrale potrebbe ridurre il ritmo dei rialzi dei tassi "già a dicembre". Contestualmente però ha avvisato che la battaglia contro l'inflazione è lontana dall'essere vinta e che alcune domande restano ancora senza risposta, compresa quella su quanti rialzi dei tassi saranno necessari e per quanto tempo. Gli effetti delle parole di Powell si sono fatti sentire sui mercati azionari Usa e asiatici con i listini in rialzo e gli investitori maggiormente propensi nei confronti degli asset rischiosi. I mercati prezzano chance del 91% di un rialzo da 50 punti base da parte della Fed il 14 dicembre e del 9% di un ritocco da 75 punti.

 

Intanto gli investitori guardano con attenzione anche al percorso di irrigidimento monetario Bce dopo che i dati sull'inflazione nell'area euro di ieri hanno rafforzato le aspettative per un rialzo dei tassi da 50 punti base anziché da 75 punti. Sebbene l'aumento dei prezzi al consumo abbia segnalato un rallentamento, portandosi al 10% su anno a novembre, l'indice resta cinque volte superiore al target di Francoforte, con l'indice 'core' ad un 5% record.

 

Ricca oggi l'agenda macro, che vedrà, come di consueto a inizio mese, una carrellata di dati Pmi che aiuteranno gli operatori a definire il quadro dell'economia della zona euro dove si prospetta una blanda recessione con l'inizio del nuovo anno.

Da oltreoceano, verrà diffuso l'indice dei prezzi core Pce, particolarmente monitorato dalla Fed e visto in marginale rallentamento a ottobre a +0,3% su mese e +5,0% su anno, oltre ai dati settimanali sulle richieste di sussidi di disoccupazione.

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