Oltre ad annunciare con ogni probabilità la fine del suo programma acquisti titoli aprendo la strada al primo rialzo dei tassi dal 2011 a luglio, la Bce darà dopodomani anche le nuove stime macro dello staff, particolarmente monitorate perché presupposto dei movimenti nella sua policy. Gli investitori cercheranno nelle parole di Lagarde qualsiasi segnale che possa incrinare la retorica del gradualismo (dowish, colomba), facendo largo ai "falchi"(hawkish, cioè politiche restrittive... rialzo dei tassi) che chiedono una lotta più risoluta all'inflazione record.
In questo contesto, l'attenzione torna sulla sostenibilità del colossale debito pubblico italiano, con gli analisti che segnalano il risveglio di preoccupazioni sull'Italia
Si rafforzano parallelamente le aspettative hawkish anche sul lato Fed, con i dati sui prezzi al consumo Usa di maggio - visti all'8,3% annuo e in calendario venerdì - che potrebbero dare ulteriore impulso in senso restrittivo dopo che le statistiche forti della settimana scorsa sull'occupazione già hanno spinto in questa direzione. La curva dei rendimenti Usa sconta la possibilità di due rialzi da mezzo punto percentuale, con tassi terminali in un range compreso tra il 3,0 e il 3,25%.
Resta, in controtendenza, di tono assolutamente dovish (espansiva), la postura della Banca centrale giapponese, che ritiene l'aumento dei prezzi transitorio e ha ribadito che manterrà una politica particolarmente accomodante.
In mattinata sul fronte euro l’Istat diffonde alle 10 le sue stime sull'economia italiana per quest'anno e il prossimo. Le previsioni su Pil, inflazione e disoccupazione saranno da confrontare con quelle comunicate a dicembre scorso e rispettivamente pari a +4,7%, 2,2% e 9,3%.