Istat ha tagliato la previsione di crescita del Prodotto Interno Lordo italiano per il 2022, a +2,8% dal +4,7% stimato lo scorso dicembre. Per il 2023 stima una crescita del +1,9%. L'Istituto avverte che "le prospettive per i prossimi mesi sono caratterizzate da elevati rischi al ribasso, quali ulteriori incrementi nel sistema dei prezzi, una flessione del commercio internazionale e l'aumento dei tassi di interesse". Il governo nel DEF ha previsto che il Pil cresca nel 2022 del +3,1% e del +2,4% nel 2023. Btp decennale a 3,33% da 3,40%, Bund e Irs in lieve calo e rientro dello spread in attesa dell'evento clou della settimana, il meeting della BCE di giovedì. Fari accesi sulle parole che pronuncerà il numero uno, Christine Lagarde, nella consueta conferenza stampa. Le nuove proiezioni macro pubblicate giovedì mostreranno presumibilmente un'inflazione ancora più elevata, con una previsione a medio termine che si assesta intorno al 2%. Ciò significa che i criteri di forward guidance saranno soddisfatti. In linea con la recente politica la Banca centrale annuncerà la fine del QE a giugno e ribadirà l'intenzione di aumentare i tassi di 25 pb a luglio e di porre fine alla politica dei tassi negativi entro la fine del terzo trimestre. Si indebolisce lo yen ai minimi da 10 anni su usd e da 7 anni contro euro.
La produzione industriale tedesca ad aprile sale dello 0,7% congiunturale dopo il tonfo di marzo, contro attese per un rialzo dell'1%. Ieri i dati del ministero dell'Economia avevano fotografato il crollo a sorpresa degli ordini all'industria. Riflettori in mattinata sulla revisione del Pil della zona euro nel primo trimestre, che nelle attese dovrebbe confermare il dato preliminare (+0,3% congiunturale e +5,1% tendenziale). Ieri intanto l'indice del morale degli investitori nel blocco ha segnato il primo aumento dall'invasione dell'Ucraina, facendo meglio delle attese.