CAFFE’ ESPRESSO

18 novembre 2020 - Ungheria e Polonia non fermano i Btp.

A ottobre le vendite al dettaglio degli Stati Uniti hanno registrato un incremento su base mensile dello 0,3%, inferiore alle stime di consenso (+0,5%) e al ritmo più basso da sei mesi. Al netto delle componenti più volatili auto e carburanti, le vendite al dettaglio sono salite dello 0,2% rispetto al mese precedente, le attese erano a +0,6%. Questo mentre la produzione industriale nello stesso mese ha registrato una variazione positiva su base mensile dell’1,1%, lievemente superiore al +1,0% previsto dagli analisti. Gli investitori ritengono che la prospettiva di una soluzione al coronavirus attraverso i vaccini potrebbe indurre la Fed a frenare il suo progetto di nuovi stimoli: questo è il tema che sta alla base di chi si attende un rialzo dei tassi a medio lungo. A nostro giudizio anche se il pericolo deve essere nel radar, sembrerebbe assurdo che le banche centrali che continuano a pungolare i governi affinchè facciano più debito, li mettano in difficoltà nei prossimi anni lasciando salire pericolosamente i tassi.

Ieri il presidente della Fed Powell ha detto che l'aumento dei casi di Covid è fonte di grande preoccupazione per la ripresa che ha ancora una lunga strada davanti a sé. Powell ha aggiunto che l'economia continuerà ad aver bisogno sia della politica di bilancio che di quella monetaria. Mentre si avvicina l'appuntamento con il meeting Bce di dicembre; in quell'occasione Francoforte aumenterà di 500 miliardi la potenzia di fuoco del Pepp.

Positivo che il  veto di Polonia e Ungheria che ha bloccato l’accordo sul Bilancio Ue 2021-2027 (da 1.074 miliardi) e le risorse necessarie a garantire sui mercati gli Eurobond, non abbia avuto effetti negativi sui governativi europei. Lo spread tra Bund e BTP è sui minimi da aprile 2018 a 118 punti base. Il supporto ai bond governativi giunge anche dalla BCE che, la scorsa settimana, ha incrementato sensibilmente gli acquisti tramite il fondo d'emergenza PEPP, tornando ad un ritmo di poco superiore ai 20 miliardi di euro, dai circa 14 miliardi della settimana precedente. L’aumento conferma che Francoforte vuole evitare eccessivi rialzi dei tassi governativi in Europa.

Occhi puntati sui negoziati sull'accordo commerciale nell'ambito della Brexit. Secondo il premier britannico Johnson, il raggiungimento di un accordo con l'Unione europea è tutt'altro che certo e il tempo a disposizione scadrà molto presto. Sul tema è intervenuta ieri anche la Commissione Ue dicendo che i negoziati proseguono ma senza commentare le indiscrezioni stampa secondo cui un accordo potrebbe essere siglato a breve.

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