Il Federal Open Market Committee dell'istituto centrale Usa si è concluso con la prevista conferma dell'attuale costo del denaro, accompagnata dall'impegno a non ritoccare i tassi al rialzo prima del 2023, finché l'inflazione non recuperi gradualmente oltre 2%. La misura è stata adottata a maggioranza ma non all'unanimità, con due consiglieri contrari. Si tratta di un impegno importante, con implicazioni che si auspicano positive sul mercato del lavoro, trattandosi anche dell'ultima riunione di politica monetaria prima delle presidenziali di novembre. L'istituto guidato da Jerome Powell ipotizza per quest'anno una contrazione di 3,7% della prima economia mondiale.
Si è da poco conclusa anche la riunione di politica monetaria di Banca del Giappone. Tassi e misure ultraespansive confermati sui livelli attuali, mentre la valutazione generale sulle condizioni generali dell'economia evidenzia tinte meno fosche rispetto al quadro di luglio. A metà giornata sarà la volta della Banca d'Inghilterra il cui responso giunge in un momento particolarmente complicato dello sfiancante negoziato sulla Brexit.
La lettura finale dell'inflazione di agosto dovrebbe, da attese, confermare il calo su anno di 0,2% fotografato dalla stima 'flash' lo scorso primo settembre. Se così fosse, si tratterebbe della prima lettura negativa da maggio 2016 che certamente desta attenzione e preoccupazione da parte della Bce. Sulla base delle ultime stime diffuse allo scorso meeting, Francoforte prevede per il 2020 un'inflazione invariata a 0,3% e nel 2021 a 1% da 0,8% delle stime di giugno. Di ieri le dichiarazioni di un consigliere esecutivo che ha ribadito come l'istituto resti pronto ad agire se l'inflazione non dovesse ripartire.
Recupera posizioni il dollaro, avanzando di quasi 0,4% nei confronti dell'euro dopo i commenti di Federal Reserve che hanno spinto leggermente al rialzo i rendimenti sulla curva Usa. Non dispiacciono al mercato i toni relativamente ottimisti dell'istituto centrale Usa, più tollerante sul fronte inflazione rispetto all'obiettivo primario che resta il mercato del lavoro.