Riflettori puntati sul meeting Fomc che si chiude oggi, il primo dopo il cambio di passo sull'inflazione. Nelle attese, la banca centrale Usa potrebbe dimostrarsi più accomodante della Bce. Gli osservatori cercheranno segnali su quale sia il piano di Federal Reserve per accelerare il ritorno alla piena occupazione, in un Paese in cui al momento quasi 30 milioni di persone ricevono un sussidio di disoccupazione. Saranno poi attentamente monitorate le nuove proiezioni economiche, le ultime prima delle presidenziali di novembre, che nelle attese dovrebbero essere un po' più rosee.
Viene presentato stamani l'Interim economic outlook. Lo scorso giugno l'organizzazione con sede a Parigi aveva tagliato le stime per il Pil italiano di quest'anno a -11,3%/14%, a seconda del verificarsi o meno della temuta seconda ondata di Covid 19.
Dalla due-giorni della Bank of Japan al via oggi potrebbero arrivare segnali che la banca centrale voglia allinearsi alla nuova leadership giapponese, intenzionata a fare il possibile per proteggere l'occupazione. Non sono attese variazioni di rilievo della politica monetaria.
La seduta odierna riparte da 143 punti base per il differenziale di rendimento Italia/Germania sul tratto decennale e 0,95% per il tasso del Btp agosto 2030.
Intanto i dati diffusi ieri da Bankitalia mostrano una crescita sensibile del controvalore dei titoli di Stato italiani detenuti da soggetti esteri nel mese di giugno.
La Gran Bretagna, secondo indiscrezioni, avrebbe fatto delle concessioni nei colloqui sul commercio con l'Ue la settimana scorsa mentre Londra pubblicamente minacciava invece di violare i termini dell'accordo di divorzio, hanno riferito due fonti diplomatiche.
Emirati Arabi Uniti e Bahrain hanno firmato storici accordi per stabilire relazioni formali con Israele in una cerimonia alla Casa Bianca.
Oltreoceano, segnali sullo stato dell'economia arriveranno dai numeri delle vendite al dettaglio di agosto, attese in crescita ma a un ritmo più lento rispetto al mese prima, dopo il segnale positivo di ieri sul rialzo della produzione manifatturiera.
La Cina ha effettuato il maggior rialzo in 5 mesi del tasso midpoint dello yuan, ai massimi da maggio 2019, dopo il rally di ieri della valuta.