I dati Usa sulla produzione industriale calmano un po’ i timori di una battuta d’arresto della prima economia mondiale.
La Bce è intervenuta sulla Grecia assicurando tutto il suo appoggio, un membro della Fed ha parlato di possibile rinvio della tapering. Insomma tutti si sono affrettati a intervenire per calmare le acque.
E’ tuttavia una calma apparente con le borse europee che stamattina sono leggermente positive (lo erano anche ieri ma poi abbiamo visto come sono finite).
Ancora tensioni sui periferici. I Btp patiscono e lo spread, pur rientrando dai massimi di ieri a 200 bps, si attesta sopra i 170.
E’ vero che la legge di stabilità a ben poco a che fare con le tensioni in atto ma è altrettanto vero che gli operatori in questo momento di cambiamento strategico dei portafogli, stanno vagliando con un’attenzione decisamente superiore al passato (fino a ieri tutto andava bene, il rischio non era prezzato correttamente) ogni tipologia di investimento e soprattutto vagliano i fondamentali e su questi ultimi l’Italia è sempre molto molto vulnerabile. Inoltre si inizieranno a fare le pulci alla manovra e se risultasse poco chiara nella componente coperture e soprattutto si valutasse uno scarso impatto in termini di potenziale ripresa, ad uno scenario globale di revisione al ribasso della crescita si sommerebbe una debolezza tutta nostrana.