Tornano a concentrarsi sulla riapertura di Hormuz i mediatori impegnati nel conflitto con l'Iran. Sono oggi esattamente sei mesi da quando i bombardamenti Usa e israeliani contro l'Iran hanno innescato un conflitto che ha sconvolto le forniture energetiche globali e provocato forti ripercussioni sui mercati finanziari mondiali.
Se in linea ai valori di ieri sera sul mercato grigio e sul secondario, si dovrebbero portare ai massimi da fine marzo i rendimenti del collocamento di fine mese, in cui il Tesoro propone fino a 8,5 miliardi di euro tra Btp e Ccteu. Particolarmente interessante il nuovo decennale, il titolo 1 ottobre 2036 cedola 4% - la più alta dal settembre 2023 - proposto per 4 miliardi, che viaggiava ieri sera intorno a 4,09%.
In termini di rendimento il parametro di confronto è il 4% dell'asta di fine luglio sul precedente benchmark luglio 2036 cedola 3,8%.
Previsto alle 16 italiane l’intervento del numero uno Fed Warsh a Jackson Hole, dopo gli ultimi dati sul Pce Usa che hanno rilanciato le scommesse di una stretta sui tassi già in settembre. L'inflazione Usa viaggia ininterrottamente oltre l'obiettivo Fed di 2% da ormai 65 mesi. Diversi banchieri centrali esprimono preoccupazione per l'outlook dei prezzi e sollecitano una stretta sui tassi.
L'inflazione core di Tokyo segna in agosto un tasso annuo di 1,8%, contro 1,7% delle attese e dopo l'1,9% di luglio. Al netto della voce carburanti e alimentari freschi il rialzo è di 2%, due decimi oltre i valori di luglio. Le pressioni sul costo della vita sono uno dei parametri chiave per la decisione di politica monetaria di Banca del Giappone nel consiglio che termina il 18 settembre.
L'indice del dollaro consolida sui massimi da circa una settimane in attesa della testimonianza del numero uno Fed. Su base mensile per il biglietto verde si prospetta tuttavia il secondo mese consecutivo di correzione.