CAFFE’ ESPRESSO

27 luglio 2023 - Oggi Bce e BoJ: ieri la Fed ha alzato di 25 cent.

Come da previsioni la Federal Reserve ha alzato di un quarto di punto percentuale i tassi di interesse, portandoli sui massimi degli ultimi ventidue anni nell’intervallo 5,25%-5,50%. Fin qui, tutto come da previsioni. Nel comunicato, la banca centrale scrive che l’economia degli Stati Uniti si sta espandendo in maniera “moderata”, mentre il mese scorso, al termine del meeting, la crescita era definita “modesta”. Il governatore Jerome Powell ha affermato che in settembre i tassi potrebbero essere confermati su questi livelli, oppure alzati, dipenderà dai dati in uscita nei prossimi due mesi.

I futures sui tassi Usa prezzavano ieri sera una probabilità di poco inferiore al 50% di una nuova stretta monetaria entro fine anno.

Archiviato il Fomc, l'attenzione passa alla decisione di politica monetaria di Francoforte. Con un rialzo dei tassi di interesse da un quarto di punto dato praticamente per scontato, gli investitori vaglieranno il comunicato e le parole della presidente Christine Lagarde alla ricerca di indicazioni su quanto accadrà dopo l'estate.

Sul mercato monetario i tassi impliciti incorporano una chance di circa 50% di un ulteriore rialzo dei tassi da 25 punti base con il consiglio di settembre.

L'altro ieri intanto la Bank Lending Survey Bce sulle banche della zona euro ha fotografato una domanda di prestiti da parte delle imprese ai minimi storici lo scorso trimestre, un nuovo segnale del malessere dell'economia del blocco che i banchieri centrali non possono ignorare.

Al via la riunione di politica monetaria dell'istituto centrale nipponico, che si chiude domani. Banca del Giappone dovrebbe mantenere invariato l'approccio ultra-accomodante, come segnalato di recente anche dal neogovernatore Ueda, ma il consiglio dovrebbe discutere della possibilità di rivedere la controversa politica di controllo della curva dei rendimenti. La fine della politica ultra-espansiva appare ormai scontata, ma la domanda è quando partirà.

Tanti i dati in arrivo da oltreoceano, compresa la stima del Pil nel secondo trimestre, che dovrebbe evidenziare un tasso annualizzato di 1,8% dal precedente 2%. Domani sarà invece la volta dell'indice Pce core della spesa per consumi - uno dei dati sull'inflazione seguito con maggiore attenzione dalla Fed - che in giugno dovrebbe attestarsi al 4,2% annuo dal precedente 4,6%.

Continuano a diminuire gli utili industriali in Cina: nei primi sei mesi dell'anno la flessione è stata del 16,8% su anno dal calo del 18,8% in gennaio-maggio, rafforzando la necessità di sostegni all'economia.

Etichette: Aritmatica, Caffé Espresso |

I commenti sono chiusi.