CAFFE’ ESPRESSO

11 luglio 2023 - I deboli dati occupazionali Usa potrebbero rendere cauta la Fed.

Il rischio crescente di tassi piu` alti piu` a lungo ha creato scompiglio nei mercati obbligazionari, dove la scorsa settimana i rendimenti decennali statunitensi sono balzati di 23 punti base, quelli tedeschi di 24, quelli britannici di 26 e quelli italiani di 30.

 

 

Le statistiche sui payroll Usa di giugno, pubblicate venerdi` scorso, sebbene risultate al di sotto delle aspettative non sono state considerate sufficientemente deboli da indurre un cambio di passo nell`irrigidimento della Fed.

 

Gli investitori continuano a ritenere che i tassi saranno alzati di nuovo questo mese, dopo lo stop di giugno, ma un responso benigno dai numeri sul Cpi di domani potrebbero ridurre le probabilita` di un ulteriore incremento a settembre.

 

I futures implicano al momento il 90% di possibilita` di un aumento di un quarto di punto percentuale al 5,25%-5,5% al prossimo board, mentre i banchieri, sebbene indichino come necessario altro inasprimento per raffreddare i prezzi, riconoscono che il ciclo e` vicino alla sua conclusione.

 

Quanto alla Bce, il tasso Estr forward gennaio 2024 implica tassi sopra al 4% all`inizio del prossimo anno, dall`attuale 3,5%.

 

In vista del principale driver della settimana - i dati sull`inflazione Usa di giugno che saranno resi noti domani e che dovrebbero segnalare un rallentamento al 3,1% annuo, nelle attese, ai minimi da inizio 2021 - la lettura finale del Cpi tedesco per lo stesso mese, diffusa stamattina, ha confermato quella preliminare con un tasso tendenziale al 6,8% annuo a livello armonizzato.

 

In agenda domani le analoghe statistiche spagnole e giovedi` quelle francesi mentre per il dato Eurostat dell`intero blocco bisognera` attendere il 19 luglio.

 

 

Dalla Germania in mattinata anche l`aggiornamento sull`economic sentiment di luglio (Zew).

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