Per Francoforte - che si avviava ad un percorso di inasprimento monetario con il ritiro delle eccezionali misure anti-pandemiche, stante un'inflazione che ha raggiunto a febbraio il 5,8% annuo, quasi il triplo del target simmetrico - il quadro appare particolarmente complicato dallo scoppio della guerra, con le conseguenti ripercussioni sulla crescita e il timore di uno scenario di stagflazione stile anni 70.
Come annunciato da Christine Lagarde il 25 febbraio scorso, le proiezioni dello staff che verranno rese note in occasione del meeting del 10 marzo sono state riviste per tener conto del mutato scenario geopolitico, oltre che della stima sui prezzi al consumo di febbraio, ai massimi da 40 anni.
La pesante situazione sui mercati finanziari si ripercuote sul valutario con un ulteriore rafforzamento del dollaro che contro euro sale a 1,089.