L'Unione europea attende di valutare le ricadute delle pesanti sanzioni già varate contro Mosca prima di imporne di nuove, mentre Washington e Londra hanno comminato, ieri, ulteriori restrizioni contro una vasta gamma di oligarchi russi e le loro famiglie.
I timori legati ad un esacerbarsi della crisi con inevitabili riflessi su crescita e prezzi dell'energia - i futures sul Brent ieri sono arrivati a un soffio dai 120 dlr il barile - aprono, secondo diversi analisti, la possibilita' di uno scenario di stagflazione, stile anni 70, con cui le banche centrali, in primis la Bce, dovranno confrontarsi.
Nell'ultimo consiglio di politica monetaria, prima dello scoppio della crisi ucraina, Francoforte si diceva del parere che di fronte alla fiammata dell'inflazione il rischio fosse di una stretta monetaria non prematura ma tardiva.
Le recenti dichiarazioni dei vertici di Francoforte mostrano un consiglio non unanime su quanto tollerare il surriscaldamento dei prezzi, mentre ci si avvia al cruciale meeting di giovedì prossimo, quando saranno diffuse anche le nuove stime macro dello staff.
Il mercato ha ricorretto lievemente verso l'alto le aspettative di stretta - portandole a 30 pb entro dicembre dai meno di 20 prezzati lunedì - ma mantenendole nettamente al di sotto dei 50 punti visti fino a qualche settimana fa.
Intanto, con i prezzi delle commodities alle stelle, qualche analista contempla la possibilità di un raro intervento Bce sul forex teso a rafforzare l'euro contro il dollaro. Sono circa venti anni che non accade, ma in tempi di guerra tutto è possibile.
Indiscussi protagonisti della scena macro saranno nel primo pomeriggio le statistiche sugli occupati Usa di febbraio, considerato quanto la variabile mercato del lavoro influenzi le decisioni di politica monetaria di Federal Reserve.
Di un mercato occupazionale in ottimo stato di salute ha parlato ieri Jerome Powell nell'audizione semestrale al comitato bancario del Senato. Secondo il responsabile della Fed - che vede ancora appropriato un aumento dei tassi di 25 pb al Fomc di questo mese, senza escludere successive mosse più aggressive - il conflitto tra Russia e Ucraina potrebbe colpire l'economia statunitense in diversi aspetti, dall'inflazione al calo di spese e investimenti, anche se è ancora incerto quale sarà il suo impatto definitivo.
I mercati hanno, intanto, ammorbidito le loro aspettative di inasprimento monetario, scontando al momento tassi all'1,5% entro febbraio 2023, rispetto all'1,75% e oltre prezzato a metà febbraio
In netta controtendenza con gli altri istituti, la banca centrale cinese potrebbe ridurre i tassi nuovamente dopo il taglio di gennaio