La Fed, come da attese, ha definito probabile un rialzo dei tassi a marzo ribadendo l'intenzione di porre fine agli acquisti di titoli nello stesso mese, in quella che il presidente Powell ha definito una battaglia serrata contro l'inflazione. Powell ha spiegato che molte cose non sono ancora state decise compreso il ritmo del rialzo dei tassi. Il riferimento al fatto che presto verrà presa una decisione su quando iniziare a ridurre il portfolio da oltre 8.000 miliardi in bond in mano alla Fed ha fatto lievitare i tassi dei Treasuries a lungo termine. Le conseguenze del meeting si sono fatte sentire anche sulla parte breve della curva con il tasso del 2 anni che ha toccato il massimo da 23 mesi negli scambi asiatici ma anche in Giappone dove il tasso dei governativi a 2 e 5 anni è salito al massimo di sei anni. I futures sui Fed funds prezzano ora cinque rialzi dei tassi nel 2022 dai quattro precedenti al meeting.
Ieri lo spread su Bund ha raggiunto quota 148 punti, massimo da settembre 2020, e il tasso del decennale ha sfondato la soglia di 1,40%. A pesare, oltre alle aste italiane, anche le fibrillazioni politiche con la corsa per il Quirinale che sta entrando nel vivo.
Nel pomeriggio nuovi dettagli sul futuro corso della politica monetaria Usa potrebbero giungere dalla stima advance del Pil del quarto trimestre [nL1N2U636H] -- il consensus proietta un'accelerazione a 5,5% rispetto al 2,3% del precedente trimestre su cui ha pesato l'aumento dei casi di Covid -- e dalle richieste dei sussidi di disoccupazione settimanali, viste in calo a 260.000 da 286.000 della settimana precedente.
Il dollaro sale sui massimi di diverse settimane nei confronti delle principali divise dopo il meeting Fed.
Il benchmark decennale Usa è a 1,844%. Il 2 anni a 1,13 con lo spread 10-2 a 67 bps minimi degli ultimi 13 mesi.
USA
Beni durevoli dicembre
Stima Pil trim attesa 5,5%.
Stima Core Pce trim4 - attesa 4,9%.