CAFFE’ ESPRESSO

1 giugno 2021 - Inflazione eurozona e Pmi in attesa dei payroll di venerdì.

Il clima sui mercati resta positivo beneficiando della ripresa economica in corso; i timori che le pressioni inflazioniste possano costringere a una riduzione del sostegno da parte della Fed prima del previsto restano sullo sfondo. Segnali importanti potrebbero emergere dal job report di venerdì. Nel frattempo l' Ocse ha migliorato le prospettive sulla crescita dell' economia globale a +5,8% per il 2021 e +4,4% per il 2022, mentre per l' Italia si attende un +4,5% quest' anno e +4,4% l' anno prossimo. Secondo la lettura preliminare a maggio l' indice dei prezzi al consumo in Germania ha messo a segno un incremento mensile dello 0,5%, dato maggiore rispetto al consensus (+0,3%) e alla rilevazione di aprile (+0,7%). Su base annua, l' indice ha registrato un progresso del 2,5%, anche in questo caso maggiore rispetto al consensus (+2,3%) e al dato di aprile (+2%). Il tasso di inflazione armonizzato agli standard Ue è aumentato dello 0,3% su base mensile, in linea con consensus e inferiore rispetto al mese precedente (+0,5%). In crescita del 2,4% su base annua, leggermente superiore al consensus (+2,3%). In Italia, nel mese di maggio, l' indice armonizzato dei prezzi al consumo preliminare aumenta dell' 1,3% su base annua, poco al di sotto del consensus (+1,4%) ma in accelerazione rispetto al mese di maggio 2020 (+1,0%). Su base mensile il dato si mostra inalterato rispetto al mese di aprile. I nuovi prestiti alle imprese della zona euro sono crollati ad aprile, confermando i piani delle banche di restringere l'accesso al credito, in seguito all'uscita dei Paesi Ue dai lockdown nazionali. Lo mostrano i dati pubblicati dalla Banca centrale europea. Con il contenimento della terza ondata pandemica, l'attività economica ha iniziato ad accelerare ad aprile, dopo una doppia recessione, anche se gran parte del settore dei servizi è rimasta chiusa con ripercussioni negative sui bilanci. Il flusso mensile di prestiti alle aziende della zona euro è negativo per 27 miliardi di euro ad aprile, dopo un dato positivo pari a 51 miliardi di euro a marzo, secondo i dati Bce. Il tasso di crescita annuale dei prestiti alle imprese è calato al 3,2% da 5,3% nell'aprile dell'anno precedente, ai minimi di 14 mesi. La crescita dei prestiti alle famiglie è accelerata al 3,8% da 3,3%. Il tasso di crescita annuale della massa monetaria M3, un indicatore degli ingenti acquisti di bond da parte della Bce, è calato in aprile al 9,2% dal 10,0% rilevato nel mese precedente, deludendo le attese del mercato per un aumento del 9,5%. In aprile il portafoglio dei titoli di Stato nazionali a bilancio delle banche con sede in Italia è salito leggermente.

 

Ieri il governatore di Banca d'Italia Ignazio Visco ha ribadito il messaggio ultra-accomodante arrivato di recente da diversi esponenti di Francoforte, dicendo che la Bce è pronta a contrastare gli "aumenti ampi e persistenti" dei tassi, anche attraverso il "pieno utilizzo" dei programmi di acquisto titoli. In una intervista a Reuters, Visco ha poi detto che la maggior parte del recente aumento dell'inflazione della zona euro è dovuto a fattori legati all'energia e one-off.

Sul fronte dell'inflazione - che a maggio ha registrato un nuovo rialzo in Italia e soprattutto in Germania e Spagna in base ai dati arrivati ieri - il governatore di Bankitalia ha suggerito nelle Considerazioni finali che un obiettivo del 2%, con una valutazione simmetrica degli scostamenti verso l'alto e verso il basso, sarebbe più chiaro e rafforzerebbe l'ancoraggio delle aspettative a medio-lungo termine.

Visco ha poi segnalato la necessità di una capacità di bilancio comune a livello europeo, che dovrebbe fondarsi sulla possibilità di una stabile emissione di debito.

E' intanto rallentato il ritmo di acquisti settimanali di titoli da parte della Bce in ambito Pepp e Qe, secondo i dati consueti diffusi ieri da Francoforte.

 

Occhi sui sondaggi Pmi di maggio relativi alla manifattura e sulla lettura finale dell'inflazione a livello di blocco a maggio, dato attentamente monitorato dalla Bce, vista in rialzo all'1,9% tendenziale dal precedente +1,6%.

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