CAFFE’ ESPRESSO

16 ottobre 2020 - Lagarde argina le vendite sui Btp.

Ancora accese critiche reciproche sulla gestione dell'emergenza Covid tra Trump e Biden nell'ultimo dibattito tv a distanza di questa notte, dopo che il presidente Usa aveva detto ieri che se il candidato dem vincerà le elezioni "la Cina si comprerà" gli Stati Uniti. Il capo della Casa Bianca - che continua ad escludere un nuovo lockdown - ha fatto sapere che sarebbe disposto a superare i 1.800 miliardi di dollari offerti per un nuovo pacchetto di stimolo, per giungere a un accordo con i Democratici il cui obiettivo è di 2.200 miliardi. Gli analisti non ritengono probabile, comunque, che si riesca a trovare un'intesa prima del voto.

Dopo l'ultimatum lanciato ieri dal Consiglio europeo che ha chiesto a Londra di muoversi per rendere possibile un accordo sul dopo-Brexit, si attende in giornata una risposta da parte di Boris Johnson. Nel documento approvato dai leader - che non vogliono un accordo a qualunque prezzo - si chiede intanto agli Stati membri del blocco di implementare i preparativi per qualsiasi risultato, compreso il no-deal', mentre la Commissione è invitata a valutare misure d'emergenza unilaterali nell'interesse dell'Ue.

La Lagarde è tornata ieri ad alimentare le aspettative di nuovi stimoli, dicendo che Francoforte è pronta ad aggiustare i propri strumenti qualora si rendesse necessario e sottolineando che i rischi per la stabilità finanziaria della zona euro restano elevati, con l'inflazione che probabilmente resterà negativa fino a inizio 2021. Le parole della presidente Bce hanno aiutato il Btp, il cui rendimento a 10 anni, salito sino a quota 0,7% dai minimi record delle ultime sedute, ha ripreso a scendere sul finale di seduta ieri.

Segnali importanti per valutare lo stato della prima economia mondiale arriveranno oggi con una nutrita serie di numeri, tra cui le vendite al dettaglio e la produzione industriale e manifatturiera di settembre. Ieri, intanto, a sorpresa sono salite le richieste settimanali di disoccupazione, che hanno sfiorato quota 900.000 rispetto alle 845.000 della settimana prima.

Il ritorno su asset difensivi premia il dollaro, il cui indice contro un paniere delle principali valute sale ai massimi da due settimane. Il biglietto verde perde terreno solo contro lo yen, tradizionalmente considerato un rifugio. L'euro è poco mosso appena sopra 1,17 dollari. Debole la sterlina.

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