Il preoccupante aumento di casi ha spinto il Regno Unito a nuove restrizioni che potrebbero restare in vigore per i prossimi sei mesi. Il premier Boris Johnson ha invitato a lavorare da casa. Intanto il governatore di Bank of England Andrew Bailey mette in guardia dai rischi per l'economia con l'aumento dei casi di Covid.
In programma una nutrita serie di interventi di esponenti della banca centrale Usa a partire dal presidente Jerome Powell, che ieri in un'audizione al Congresso ha sottolineato come, nonostante sensibili miglioramenti, il percorso di ripresa dell'economia resti "molto incerto", segnalando che la Fed è pronta a fare di più se necessario. Sia Powell che il presidente di Fed Chicago Charles Evans rilevano la necessità di sostegno fiscale, mentre il Congresso non riesce ad approvare un nuovo atteso pacchetto di misure. Sia Powell che il segretario del Tesoro Steven Mnuchin hanno aperto la porta a ulteriori aiuti alle piccole imprese, ma con visioni differenti su portata e modalità degli aiuti.
Ancora commenti 'dovish' dal membro del board Fabio Panetta: è preferibile, dice, che Francoforte sbagli nell'offrire troppe misure di stimolo che nell'offrirne troppo poche, visti i rischi che corre l'economia della zona euro.
Francoforte dal prossimo anno accetterà come collaterale bond legati a obiettivi di sostenibilità e potrebbe anche inserirli nei programmi di acquisto titoli.
Occhi puntati sulle stime flash per gli indici di manifattura e servizi a settembre in arrivo da Germania e Francia e dal blocco nel suo complesso, con attese per una sostanziale tenuta con dati sopra 50, livello che separa crescita e contrazione. Una serie di indicatori suggeriscono un rimbalzo dell'economia nella zona euro, ma i timori di una seconda ondata epidemica e le difficoltà legate alla Brexit alimentano le aspettative di ulteriore stimolo.
La seduta odierna riparte da 131 punti base per il differenziale di rendimento Italia-Germania sul tratto a dieci anni e da 0,81% per il rendimento del decennale benchmark agosto 2030. Dopo le elezioni lo spread è sceso a livelli pre-Covid, e il tasso del decennale di riferimento ha toccato i minimi dallo scorso ottobre.
Il dollaro sale supportato dai dati macro Usa e dai timori di una seconda ondata di Covid in Europa e Gran Bretagna.