Saranno 145 punti base e 1,04% i riferimenti rispettivamente per lo spread Italia-Germania sul segmento decennale e per il rendimento del benchmark a 10 anni. Nel pomeriggio il consueto appuntamento con la fotografia settimanale dei programmi di acquisto messi in campo dalla Bce a sostegno dell'economia: Pepp e Qe. Secondo un'analisi Reuters basata su dati Morgan Stanley, i programmi di supporto varati dall'Ue - Recovery Fund e Sure - potrebbero coprire nei prossimi due anni fino all'80% delle necessità di cassa dei paesi maggiormente colpiti dalla pandemia, come Italia e Spagna. Cosa che, se si aggiungono anche gli acquisti effettuati dalla Bce, potrebbe ridurre l'offerta netta per gli investitori sul mercato.
L'attività manifatturiera cinese è cresciuta ad un ritmo più lento in agosto a causa delle inondazioni che hanno colpito il sud-ovest della Cina, ma il settore servizi si è espanso in modo solido mostrando che l'economia prosegue il suo cammino di ripresa dopo lo shock coronavirus.
Il rischio di un'inflazione in salita, dopo le dichiarazioni di Powell a Jackson Hole la scorsa settimana, ha spinto al rialzo i rendimenti causando un impennata della curva. Il tasso a 30 anni è balzato a 1,52%, 139 pb sopra a quello a due anni. Lo spread si avvicina ai 146 pb, massimo dalla fine del 2017. Di questo movimento non beneficia il dollaro, data la prospettiva di tassi vicino allo zero per un lungo periodo, che continua a mostrarsi debole, appena sopra ai minimi da due anni contro un basket delle principali valute a 92,127. L'euro è stabile a 1,1902 dollari, dopo un rialzo dello 0,9% nell'ultima settimana. La fragilità del biglietto verde continua a spingere la corsa dell'oro giunto a 1.969 dollari l'oncia. Stabile il petrolio, dopo il calo visto venerdì al passaggio dell'uragano Laura in Usa.