CAFFE’ ESPRESSO

29 maggio 2020 - Euro ancora robusto sulla scia del Recovery.

I mercati, soprattutto quelli europei continuano a beneficiare della proposta sul Recovery fund da 750 miliardi di euro: due terzi di aiuti a fondo perduto e uno di prestiti. L’eurousd sale a 1,105 e si restringe ancora lo spread Btp-Bund che si affaccia sotto 190 bps. Lieve rialzo per i rendimenti Bund e per i tassi Irs. Se da un lato c’è fiducia per il Recovery e per la fine del lockdown, dall’altra c’è molta incertezza sulla ripresa americana e su quella europea oltre che per le tensioni su Hong Kong tra Usa e Cina. Negli Stati Uniti relativi alla nuova stima sul Pil, alle richieste settimanali di sussidi e agli ordinativi di beni durevoli, gli ultimi dati Usa fotografano la prima economia mondiale duramente alle prese con le ricadute dell'epidemia, spingendo il biglietto verde ai minimi di seduta. Particolarmente preoccupante resta la situazione sul mercato del lavoro, con richieste settimanali di sussidi di disoccupazione lontane dai picchi storici di fine marzo ma superiori ai due milioni per la decima settimana consecutiva. Delude la nuova lettura sul Pil nei primi tre mesi dell'anno: secondo i dati del dipartimento al Commercio, la contrazione economica su base annualizzata è pari a 5% rispetto a 4,8% della stima flash.

Assai generoso di spunti il programma macro della seduta: da segnalare in particolar modo a livello di intera zona euro la stima Eurostat sull'inflazione di maggio, preceduta di un'ora dai dati Bce sull'offerta di moneta M3 ma soprattutto sui finanziamenti al settore privato di aprile. Si aggiungano, tra i potenziali numeri chiamati in gergo 'market mover', la lettura finale del Pil al 31 marzo da Francia e Germania.

Non mancano naturalmente spunti operativi nemmeno dal calendario macro Usa, senza dimenticare un intervento di Jerome Powell alle 17 italiane.

Le vendite al dettaglio di aprile mostrano una flessione di 5,3% su mese e 6,5% su anno, decisamente meno grave rispetto alla mediana delle attese che ne ipotizzava un calo pari rispettivamente a 12% e 14,3%.

Debole lo yuan, in attesa che Donald Trump risponda a Pechino, questa volta sul tema dei disordini di Hong Kong. Mentre il dollaro prende tempo, sempre in attesa di mosse da parte della Casa Bianca che ha convocato per oggi una conferenza stampa, la valuta cinese si appresta a concludere in negativo il terzo mese negli ultimi quattro.

Quotazioni del greggio in deciso ribasso, dopo i dati settimanali Usa di ieri che hanno evidenziata una domanda stagnante di benzina da parte del primo consumatore mondiale di greggio e carburanti. Intorno alle 8 il futures Brent arretra di 0,99% (35 centesimi) a 34,94 dollari il barile, mentre l'equivalente Nymex cede 1,69% (57 centesimi) a 33,16 dollari.

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