Inizio di settimana che si prospetta decisamente negativo mentre montano le accuse della Casa Bianca contro la Cina, ritenuta da qualche giorno la prima responsabile dell’esplosione planetaria del Covid 19.
Donald Trump stanotte ha detto che a breve sarà reso noto un report nel quale si fa chiarezza sulle origini del virus e sulle responsabilità di Pechino, colpevole di aver prima nascosto, poi cercato di insabbiare o di occultare i dati sull’epidemia. Il presidente ha detto che gli Stati Uniti sono pronti a imporre nuovi dazi sulle merci cinesi.
Domenica il segretario di Stato Pompeo è tornato ad ipotizzare che tutto sia partito dal laboratorio biologico di Wuhan. ” La Cina ha una storia di infezioni portate nel mondo ed ha una storia di gestione di laboratori scadenti. Non è la prima volta che ci troviamo esposti ai virus a causa di guasti in un laboratorio cinese”.
L’Associated Press ieri ha parlato di un documento elaborato dal Dipartimento per la Sicurezza Interna nel quale si afferma che le autorità cinesi, a inizio anno, da una parte minimizzavano sulla portata del contagio nel distretto di Hubei, dall’altra ammassavano materiale sanitario, come chi si prepara ad affrontare un’emergenza.
Per metà settimana si spera infatti di conoscere dalla Commissione qualche dettaglio più concreto sul 'Recovery Fund', anche se il rischio è di uno slittamento dei tempi, considerato che domani è per esempio in agenda il verdetto della Corte costituzionale tedesca sullo strumento del 'Pepp' Bce.
In primo piano il dato settimanale degli acquisti, soprattutto in totale del portafoglio 'Pepp' ma più ancora quello mensile delle sottoscrizioni nell'ambito del 'vecchio' Qe, da cui emerge lo spaccato sui singoli paesi.
Nel caso dell'Italia, l'aggregato di aprile va paragonato agli 11,8 miliardi di euro di titoli pubblici sottoscritti nel mese di marzo - in maggioranza tramite Banca d'Italia - pari a una percentuale del 35% del totale del gli acquisti, vale a dire ben oltre il coefficiente 'capital key'.
Quanto al totale del programma 'Pepp', di cui il mercato si augurava un potenziamento da parte del consiglio Bce di giovedì, si parte dai 96,72 miliardi aggiornati al 24 aprile.
Dollaro ben intonato, nei confronti sia dello yen sia soprattutto dell'euro. Deboli i listini asiatici, che soffrono delle nuove tensioni politiche tra Washington e Pechino, mentre la pausa per festività della piazza cinese e giapponese riduce notevolmente il volume degli scambi.
Si muovono con il segno decisamente negativo i derivati sul greggio, penalizzati dai dubbi sulle prospettive della domanda oltre che dalle nuove tensioni tra Usa e Cina.