Dopo l'ampliamento delle misure di stimolo da parte di Banca del Giappone, si apre questa sera la riunione di politica monetaria di Federal Reserve. La banca centrale Usa sta riducendo gli acquisti di Treasuries mentre l'epidemia si attenua e migliora la situazione della liquidità sui mercati: la scorsa settimana ha comprato a una media di 15 miliardi di dollari al giorno dal picco di 75 miliardi tra il 19 marzo e il 1° aprile. Gli analisti temono quindi che possa non esserci sufficiente richiesta di titoli decennali in caso di passo indietro da parte della banca centrale, con la possibile conseguenza di un rialzo dei tassi sul segmento lungo della curva tra qualche mese.
Dollaro in ripresa su euro, mentre si intensifica lo sforzo della banca centrale degli Stati Uniti a sostegno dell’economia. La Federal Reserve ha ampliato i parametri sull’accesso ai fondi riservati a città e contee, permettendo a circa 200 autorità municipali locali, prima escluse, di poter ricevere gli aiuti. Il limite per le città è stato portato a 250.000 abitanti, da un milione.
Giovedì tocca poi al consiglio Bce, con Francoforte che prosegue nello sforzo a sostegno dell'economia duramente colpita dall'epidemia. Secondo i dati pubblicati ieri, la scorsa settimana il portafoglio titoli in mano alla Bce nell'ambito del programma Pepp è salito a 96,72 miliardi da 60,674 miliardi al 17 aprile. Una parte del mercato si augura che l'istituto centrale aggiunga al programma degli acquisti i titoli corporate a rating 'junk', mossa che però non convince tutti gli investitori.
Gli Stati Uniti hanno annunciato nuove restrizioni sull'export verso la Cina per evitare che semiconduttori e altre tecnologie vadano ai militari cinesi, in una fase di deterioramento dei rapporti tra le due potenze per via dell'epidemia di coronavirus.
Il crollo delle quotazioni del petrolio, nell’indifferenza dei mercati, prosegue, soprattutto nel Nord America, dove la paura di dover convertire i future in petrolio vero, in assenza di stoccaggi, sta provocando anche questa settimana vendite a pioggia sulla scadenze più vicine.
Il greggio WTI ha perso ieri un quarto del suo valore, stamattina segna un calo del 15% a 11 dollari. A vendere sono i grandi fondi ETF, tra cui il più grande di tutti, lo United States Oil Fund, un colosso da 3,6 miliardi di dollari che sta cercando in tutti i modi di spostare la posizione sui future con le scadenze più lontane e si libera a qualsiasi prezzo dei future a breve. Il Brent va giù, -4% a 19,3 dollari, ma non in modo così catastrofico, anche perché i future sul greggio del Mare del Nord contemplano anche la possibilità di convertire il future in cash.
Banca d'Italia pubblica l'indagine sul credito bancario del primo trimestre, la parte relativa all'Italia del più ampio 'Bank Lending Survey' Bce sull'intera zona euro. Ieri Via Nazionale ha segnalato che l'entità delle garanzie statali che il governo è pronto a concedere su un ammontare stimato di oltre 400 miliardi di euro di crediti comporta in prospettiva la possibilità di dover far fronte a esborsi significativi