Da inizio settimana è significativo il rialzo dei tassi di interesse: il Bund 10 da -0,45% è a -0,30%, l’Irs 10 da -0,05% è a +0,06% e il Btp 10 anni da 1,49% sale oggi a 1,69%. Alla base del rialzo del Bund l’aumento delle emissioni tedesche nel secondo trimestre per 43 miliardi e il lancio del primo titolo a 15 anni; oltre a ciò ha pesato l’ottima performance delle borse. In sottofondo resta la considerazione che le ingenti misure economiche e fiscali porteranno ad un consistente aumento dei debiti pubblici. I Btp fanno un po’ peggio dei Bund con lo spread che sale a 199 bps da 194 di inizio settimana. C’è preoccupazione per le difficoltà nel raggiungimento di un accordo a livello europeo sulle misure da adottare: gli investitori sperano che si arrivi al più di presto a una risposta condivisa a livello comunitario sugli interventi da attuare per contrastare l’impatto economico dell’epidemia Covid-19, dopo la nuova mancata intesa di ieri all’Eurogruppo. I colloqui riprenderanno domani anche se restano alcune divergenze sull' impiego del Mes e sull' emissione di debito comune, unitamente ai timori che gli stimoli possano arrivare troppo tardi o siano insufficienti. Intanto la Bce ha comunicato che allenterà i requisiti sui collaterali per rendere più facile per le banche prendere a prestito in una situazione di tassi molto bassi.
Occhi sul collocamento a medio-lungo in cui il Tesoro mette a disposizione fino a 9,5 miliardi di euro nelle riaperture dei Btp a 3, 7 e 15 anni e in un off-the-run con vita residua 24 anni, con rendimenti visti in rialzo come del resto anche ieri nell'asta Bot. Pesano lo stallo dell'Eurogruppo e il fatto che alcuni emittenti della zona euro stiano aumentando il 'funding' per affrontare l'emergenza e le sue conseguenze, segnalano gli operatori, mettendo in luce inoltre che stamani il mercato farà i conti con una 'supply' corposa -- 19 miliardi in due giorni -- e con l'anticipo delle aste di un paio di giorni rispetto alle scadenze solite per la concomitanza delle festività pasquali.
Per la presidente di Bce Lagarde non bisogna fare dei coronabond "una fissazione" e possono esserci altre forme di solidarietà europea come la mutualizzazione di spesa in un bilancio condiviso o un fondo per la ricostruzione.
Intanto continuano a farsi sentire gli effetti economici della pandemia. A marzo il leading indicator dell'Ocse relativo all'Italia ha fatto registrare un calo record segnalando che l'economia si trova davanti a una contrazione peggiore di quella vista nella crisi del 2008.
La Germania rischia una contrazione economica del 9,8% nel secondo trimestre, oltre il doppio rispetto al calo registrato durante la crisi finanziaria globale del 2009, secondo i principali istituti di ricerca tedeschi. In Francia la banca centrale stima un calo congiunturale del Pil del 6% nel primo trimestre. La Spagna teme un crollo dell'economia fino al 9% quest'anno se le misure di contenimento resteranno in vigore oltre maggio.
L'agenzia Ue di monitoraggio delle malattie avverte che non ci sono segnali che in Europa l'epidemia di Covid-19 abbia raggiunto il picco.
In Cina, fine del 'lockdown' a Wuhan dopo più di due mesi, ma è stata isolata un'altra città nel nord per timore di una seconda ondata.
Oltreoceano, occhi sull'aggiornamento economico che il presidente della Fed Jerome Powell presenta via webcast nel pomeriggio.
Secondo Pimco il Pil statunitense si contrarrà del 30% nel secondo semestre e del 5% nell'intero anno, e i policymaker della banca centrale prevedono che la ripresa sarà lenta.
Negli Usa focus sul mercato del lavoro, che sta risentendo in maniera particolare degli effetti dell'epidemia: le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono viste a 5,25 milioni dopo il balzo della scorsa settimana a quasi 6,65 milioni.
I prezzi del petrolio estendono i guadagni sulla speranza di un accordo sul taglio della produzione.