Dopo una discussione che si è protratta fino a tarda notte, sembrano ancora distanti infatti le posizioni dei vari Paesi all'interno del blocco con Italia e Spagna, tra gli altri, a favore di misure come i coronabond e Germania e Olanda ferme sul proprio 'no'.
In una nuova misura che segnala l'impegno della Bce per contrastare gli effetti drammatici della crisi, Francoforte ha comunicato ieri che allenterà i requisiti sui collaterali per rendere più facile per le banche prendere a prestito in una situazione di tassi molto bassi.
Riferimenti per l'apertura odierna i 194 punti base dello spread Italia-Germania e l'1,61% del tasso del decennale, raggiunti ieri in chiusura. La carta italiana ha ricalcato, a partire dal pomeriggio, la debolezza del Bund accentuata dalla notizia di un aumento delle emissioni tedesche nel secondo trimestre per 43 miliardi e dal lancio del primo titolo a 15 anni via sindacato.
Negli Stati uniti l'amministrazione Trump ha chiesto al Congresso altri 250 miliardi di dollari in nuovi aiuti per le piccole imprese colpite dal virus.
In serata la banca centrale Usa diffonderà le minute del meeting del 3 e del 15 marzo scorsi, le prime due riunioni di emergenza dai tempi della crisi finanziaria del 2008, al termine delle quali ha portato a zero i Fed Funds.
Il dollaro è rafforzato dal ritorno di timori sulla diffusione del virus e dalla corsa degli investitori alle valute rifugio.
Petrolio in rialzo sulle speranze di un accordo Opec, Russia per un taglio alla produzione.