CAFFE’ ESPRESSO

30 aprile 2026 - Fed ferma e oggi Bce e BoE faranno altrettanto.

Le quotazioni del Brent sono balzate di oltre il 7%, toccando il massimo da quattro anni e sfiorando i 125 dollari al barile, dopo la notizia secondo cui gli Stati Uniti starebbero valutando una possibile azione militare contro l’Iran per sbloccare lo stallo nei negoziati e porre fine alla guerra, alimentando le preoccupazioni di ulteriori interruzioni dell’offerta in un contesto di esportazioni già molto ridotte dal Medio Oriente.
La Fed ha lasciato come atteso i tassi invariati al 3,5-3,75% nell'ultima riunione dell'era di Jerome Powell alla presidenza. La decisione è stata presa con otto voti a favore e quattro contrari - il dissenso più alto mostrato dal Fomc negli ultimi 34 anni - mentre aumentano i timori sul lato dell'inflazione. Powell ha fatto sapere che rimarrà comunque nel board - ma senza agire da "dissidente di alto profilo. Warsh - finanziere 56enne ed ex governatore della Fed, indicato da Trump come colui che garantirà tassi di interesse più bassi - ha promesso un “cambio di regime”. Visto l'attuale contesto di shock energetico, gli operatori vedono, tuttavia, scarse probabilità che la banca centrale riduca i tassi prima della fine dell'anno - una scommessa di fatto contro la capacità del futuro presidente di convincere i colleghi policymaker che l’aumento della produttività negli Stati Uniti si tradurrà in un’inflazione più bassa e consentirà una politica monetaria più accomodante.
In questo contesto, riferimenti per l'avvio sul secondario italiano il 3,95% per il tasso del benchmark a 10 anni - livello più elevato dal 7 aprile - e gli 83 centesimi per lo spread sul Bund.
Anche da Francoforte ci si aspettano tassi invariati, ma l'attenzione sarà su eventuali modifiche, rispetto al mese scorso, alle valutazioni dei banchieri sulle prospettive di politica monetaria, alla luce delle evidenti pressioni inflative causate dalla guerra. La Bce potrebbe permettersi di restare attendista alla riunione di aprile, raccogliere ulteriori elementi e decidere se sarà opportuno contrastare questo shock in occasione della riunione di giugno.
Stima sull'inflazione di aprile e i numeri sul Pil del primo trimestre eurozona. Nel primo pomeriggio Pil Usa del primo trimestre - ipotizzato a +2,3%, in un miglioramento temporaneo, da +0,5% della frazione prima - e i dati sull'indice Pce sulle spese personali di marzo visto balzare al tasso annuo di 3,5% dal 2,8% di febbraio (core 3,2% da 3,0%).
BoE dovrebbe rimanere on-hold oggi, mentre gli investitori osserveranno eventuali segnali che si stia avvicinando ad un rialzo dei tassi. I mercati monetari prezzano pienamente un +25 pb a luglio, seguito da una mossa analoga a settembre, con una piccola possibilità di un terzo inasprimento entro la fine dell'anno.

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