Standard and Poor's ha rivisto l'outlook del debito sovrano italiano a "stabile" da "negativo", confermando il rating a "BBB". Secondo l'agenzia statunitense, l'intervento della Bce e le risorse che arriveranno col Recovery fund danno respiro all'Italia che ha così spazio per la ripresa. Tuttavia, avverte S&P, il Pil non tornerà ai livelli pre-Covid prima del 2023. Soddisfatto Gualtieri, per cui il pronunciamento dell'agenzia è "un incoraggiamento" a proseguire sulla strada intrapresa. L'attenzione si sposta ora, più che al 30 ottobre con il giudizio di Dbrs, al 6 novembre con quello di Moody's, attualmente 'Baa3' con outlook 'stabile': non dovrebbero esserci modifiche, anche perchè S&P ha lanciato un chiaro tranquillizzante messaggio: le agenzie di rating dovrebbero tenere in considerazione la maggiore integrazione europea.
Confermato l'interesse degli stranieri per la carta italiana: gli investitori esteri si sono aggiudicati oltre il 70% del nuovo Btp trentennale emesso giovedì dal Tesoro - con una domanda superiore a 90 miliardi - nell'ambito del concambio sindacato.
Nuovo spunto sullo stato di salute della prima economia del blocco arriverà in mattinata grazie alla lettura di ottobre dell'Ifo.
In arrivo nel pomeriggio il consueto aggiornamento settimanale sui programmi di acquisto titoli di Francoforte Qe e Pepp.
Il virus continua ad avanzare negli Usa, che negli ultimi due giorni hanno registrato i numeri più alti di sempre, mentre Donald Trump e Joe Biden affrontano l'ultima settimana di campagna elettorale prima delle Presidenziali. New York è il quarto stato a superare il mezzo milione di contagi, con un aumento di casi dell'80% nelle ultime quattro settimane.
La Cina registra il più alto numero di asintomatici da quasi sette mesi.