Alla riunione di inizio mese della Bce è emerso che il board non avrebbe discusso di un taglio del P/T: questo ha dato il via ad un rialzo dei tassi Future Euribor 3 mesi, dei tassi Irs e dei rendimenti Bund.
I dati di venerdì sull’ammontare superiore alle attese dei rimborsi da parte delle banche europee alla Bce relativamente ai fondi presi a prestito circa un anno fa con il primo dei due P/T a 36 mesi, hanno favorito un altro rialzo.
La Bce, se i rimborsi continuassero nelle prossime settimane (previste finestre per la restituzione ad ogni P/T a 7 gg) potrebbe anche andare a rivedere questa sua posizione aprendo alla possibilità di un taglio.
Questo per evitare un ulteriore rialzo dei tassi interbancari: la politica della Bce infatti, vuoi per l’aumento dei tassi citato, vuoi per la riduzione della liquidità (anche se vi è sempre un eccesso), diventerebbe poco accomodante soprattutto se confrontata con quella delle altre banche centrali. Magari, pur avendolo recentemente escluso, la Bce potrebbe quindi pensare di tagliare il P/T allo 0,5% dall’attuale 0,75% per impedire ai tassi interbancari di salire.
Un taglio del P/T inoltre renderebbe meno conveniente il rimborso dei fondi a 3 anni in quanto il tasso richiesto dalla Bce è commisurato a quello del P/T del periodo. Il taglio del P/T avrebbe quindi lo scopo di aiutare le banche più bisognose di liquidità e cioè quelle che non hanno restituito i fondi presi a prestito.
Non è infine da trascurare l’effetto che il rialzo sulle aspettative dei tassi Euribor 3 mesi e la minor liquidità stanno avendo sul divisa europea: l’euro infatti è andato apprezzandosi fino a sfiorare 1,35, livelli che potrebbero rischiare di spegnere prematuramente la labile ripresa europea attesa nel secondo semestre.
Nel periodo da fine anno ad oggi i tassi attesi Euribor 3 mesi sono saliti di oltre 30-40 centesimi mentre i tassi attesi Libor Usd 3 mesi sono rimasti praticamente fermi (nel periodo l’Eurousd è salito da area 1,31 a 1,35).
Per capire l’entità di questo movimento basti pensare che a fine anno le attese su Euribor e Libor Usd vedevano il tasso Europeo non raggiungere mai quello Usa; oggi la situazione si è completamente ribaltata con quelli Usa sempre sotto quelli europei fino a marzo 2017. Il sorpasso dell’Euribor 3 mesi (oggi 0,22%) sul Libor Usd 3 mesi (oggi 0,3%) è atteso a metà marzo !!!
Il movimento dell’Euro è stato quindi coerente con tale movimento delle attese sui tassi interbancari
Ue ed Usa.
Tutto ciò potrebbe essere letto come un inizio di rientro delle politiche ultraespansive e i mercati così hanno interpretato la situazione. Da una parte Fed e Boj che aumentano la loro potenza di fuoco ed una Boe che la mantiene inalterata e dall’altra una Bce che tende a ridurla. Ricordiamo che politiche monetarie espansive tendono ad indebolire una divisa.
Questi motivi potrebbero lasciar ritenere non del tutto trascurabile l’ipotesi che la Bce possa riconsiderare un taglio del P/T nei prossimi mesi.