Parziale delusione dalla conferenza stampa di Draghi con una parte degli operatori che si attendevano un’apertura ad un quantitative easing (acquisto di titoli di stato da parte della Bce). A farne le spese soprattutto le borse europee in pesante calo.
In realtà era improbabile poter assistere ad una chiara apertura in tal senso ancor più viste le divergenze che stanno emergendo sul rigore dei conti pubblici tra i Paesi membri. La delusione è stata controbilanciata dalla retorica utilizzata da Draghi che lascia aperta una porta a nuove soluzioni espansive in caso di necessità: questo significa che se la crescita stenterà più del previsto e soprattutto se l’inflazione calerà ulteriormente la Bce potrà agire.
Le aspettative di inflazione restano sotto tono come conferma il dato di settembre in ulteriore ridimensionamento allo 0,3% dallo 0,4% di agosto. Il dato conferma una dinamica preoccupante, prova ne sia il Forward sull’inflazione a 5 anni nuovamente sceso sotto il 2%.
Pesanti le borse ieri mentre stamani tentano un rimbalzo.
Contenuto l’impatto su cambi e tassi dove solo sui periferici si assiste ad un leggero rialzo dei rendimenti Btp.
Il focus della giornata sul mercato del lavoro Usa: soprattutto i payrolls potranno incidere sulle aspettative del mercato relativamente ai tempi di un intervento restrittivo da parte della Fed.
DATI MACROECONOMICI
ZONA EURO
Pmi servizi finale settembre
Pmi composito finale settembre
Vendite al dettaglio agosto
USA
Occupati non agricoli settembre
Tasso disoccupazione settembre
Bilancia commerciale agosto
Pmi servizi finale settembre
Pmi composito finale settembre
Ism non manifatturiero settembre