Intonazione positiva per le borse con i Btp e l’Euro che riescono ad approfittarne per rifiatare. Lo spread tra Italia e Germania sui governativi decennali scende sotto il 3,4%. Il rialzo dello spread è stato tutto sommato contenuto e non totalmente imputabile alla situazione di incertezza politica italiana.
Sullo spread pesano anche altri fattori relativi alla debolezza economica del Vecchio Continente e le preoccupazioni sui tagli di spesa al bilancio Usa.
Per ora quindi i mercati restano in allerta ma non affondano il colpo: ma la pazienza ha un limite e quindi per metà mese si attendono decisioni in grado di sbloccare la situazione. L’occasione per voler provare un attacco all’Italia potrebbe essere la prossima settimana (12-13) in occasione delle aste a medio lungo termine.
Si è assistito dopo le elezioni ad uno switch dall’Italia vs la Spagna con lo spread tra i due paesi che si è ristretto a circa 30 centesimi sui decennali.
Ricordiamo tuttavia che lo spread rappresenta semplicemente un vantaggio competitivo di un paese su un altro: essendo una differenza può essere il minuendo (rendimento Btp) ad essere eccessivamente elevato oppure essere il sottraendo (rendimento Bund) ad essere eccessivamente basso. Attualmente, in termini di rendimenti reali, è il Bund ad essere anormalmente basso mentre in Btp è poco sopra la media storica reale a 10 e 20 anni (vedi dettagli e approfondimenti nella rubrica “Aritmatica”).
DATI MACROECONOMICI
ZONA EURO
Pmi servizi febbraio
Vendite al dettaglio gennaio
GRAN BRETAGNA
Pmi servizi febbraio
USA
Ism non manifatturiero febbraio