CAFFE’ ESPRESSO

9 settembre 2026 - Petrolio, inflazione e yen.

Nella quarta seduta consecutiva di rialzo il futures sul Brent registra un rialzo a 98,94 dollari il barile.
Le Guardie della Rivoluzione iraniane hanno dichiarato di aver lanciato missili balistici contro una base in Giordania utilizzata dalle forze armate statunitensi e di aver attaccato 10 navi oggi, dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato di aver distrutto cinque petroliere iraniane, in una forte escalation del conflitto in corso da sei mesi. L'intensificarsi delle ostilità ha interrotto un mese di relativa calma facendo impennare i prezzi del petrolio fino a sfiorare la soglia psicologica dei 100 dollari al barile, livello che non si vedeva da luglio.
In questo quadro, i rendimenti obbligazionari restano ovviamente sotto pressione, tra i rinnovati timori di un incremento dell'inflazione. I rendimenti euro erano scesi dai massimi ieri in un mercato che resta molto volubile mentre gli investitori continuano a fare i conti con una combinazione di fattori tra cui, oltre ai prezzi elevati dell'energia, l'incertezza politica in Germania e la volatilità dei mercati giapponesi, il tutto in vista della riunione Bce di domani.
Lo yen è stabile sui massimi da febbraio mentre l'indice del dollaro risente del rincaro del greggio, galleggiando questa mattina sui minimi da due settimane anche a seguito del rapido rialzo della valuta nipponica osservato nelle ultime sedute.

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