CAFFE’ ESPRESSO

17 luglio 2026 - Oggi dato definitivo sull'inflazione eurozona.

Proseguono i combattimenti, con l'Iran che anche oggi ha lanciato nuovi attacchi a strutture statunitensi nel Golfo, dopo la sesta notte consecutiva di raid americani contro sue installazioni militari. Il fallimento della tregua tra i due Paesi limita i flussi di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz, sostenendo le quotazioni, mentre Teheran ha chiesto agli Houthi di tenersi pronti a bloccare la rotta di esportazione del Mar Rosso. Il futures sul Brent viaggia in rialzo di 43 cent a 84,65 dollari il barile.
La Banca centrale europea probabilmente manterrà invariati i tassi d'interesse il 23 luglio, ma procederà a un secondo rialzo nel corso dell'anno a settembre, poiché la nuova impennata dei prezzi dell'energia aumenta il rischio di pressioni inflazionistiche più intense. Il balzo del 20% delle quotazioni del petrolio, seguito alla recente escalation del conflitto in Medio Oriente, ha spinto i mercati a scontare altri due rialzi dei tassi entro fine anno, rispetto a uno solo previsto prima della fine dell'ultimo accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Francoforte ha già aumentato i tassi una volta quest'anno, a differenza di molti suoi omologhi, tra cui Federal Reserve, Bank of England e Bank of Canada.
Sebbene i dati preliminari ufficiali abbiano mostrato che l'inflazione dell'area euro è scesa al 2,8% a giugno, il dato resta ben al di sopra dell'obiettivo del 2% della Bce, lasciando aperta la possibilità di ulteriore inasprimento monetario. Tuttavia, la debolezza della crescita e le limitate evidenze di effetti di secondo impatto sui prezzi suggeriscono cautela.
Dollaro poco mosso ma si avvia verso un declino settimanale, fiaccato dai recenti dati sul Cpi sotto le stime.

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