In questo quadro incerto continuano a salire le quotazioni del petrolio, ormai abbondantemente sopra i 100 dollari al barile. Il futures sul Brent viaggia in rialzo a 105,24.
La Banca centrale europea manterrà il tasso sui depositi invariato il 30 aprile; potrebbe invece alzarlo di 25 pb a giugno nel tentativo di evitare che lo shock energetico destabilizzi l’economia dell'area euro. Gli economisti non hanno tuttavia raggiunto un consenso su ciò che potrebbe seguire dopo l'incremento di giugno, visto in larga parte come una mossa preventiva, poiché l’entità degli eventuali effetti inflazionistici di secondo livello derivanti dall'aumento dei prezzi dei carburanti resta ancora poco chiara.
L’Italia è destinata a diventare il Paese più indebitato dell’eurozona entro la fine di quest’anno, con il debito pubblico greco atteso scendere sotto quello italiano. Il debito greco è stimato in calo a circa il 137% del prodotto interno lordo quest’anno, dal 145% del 2025. L’Italia vede il proprio debito salire dal 137,1% del Pil nel 2025 al 138,6% nel 2026, secondo il piano pluriennale di bilancio (Dfp) pubblicato ieri. In serata, dopo la chiusura di Wall Street, Scope Ratings aggiorna il proprio giudizio sul merito di credito della Repubblica italiana. L'attuale valutazione è di BBB+ con outlook positivo. Dopo il miglioramento dell'outlook nell'ottobre scorso, è assai improbabile un intervento sul rating sovrano in una fase delicata come quella odierna, in cui il conflitto mediorientale ha dirette ricadute su inflazione e crescita.
Dopo i deludenti indici Pmi eurozona oggi indice Ifo tedesco.
CAFFE’ ESPRESSO
24 aprile 2026 - Vengono meno le speranze di un rapido accordo tra Usa e Iran.
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