Il presidente iraniano ha definito i continui attacchi israeliani sul territorio libanese una "palese violazione" del cessate il fuoco tra Washington e Teheran, che vanifica il tentativo di porre fine al conflitto. I negoziati dovrebbero iniziare in Pakistan domani.
Le quotazioni del petrolio sono salite dell'1% ieri, ma sono rimaste sotto la soglia dei 100 dollari per il secondo giorno consecutivo, mentre il trading resta particolarmente volatile tra i dubbi sulla tenuta del cessate-il-fuoco.
Il traffico navale attraverso lo Stretto di Hormuz resta al momento ben al di sotto del 10% dei volumi normali.
Protagoniste del pomeriggio le statistiche sull'inflazione Usa di marzo, che incorporano almeno in parte la crisi energetica legata all'attacco contro l'Iran. Il consenus vede l'indice tendenziale annuo schizzare al 3,3% dal 2,4% del mese prima - il balzo più consistente in quattro anni - con la componente core anch'essa in salita al 2,7% dal 2,5%. Numeri che, se confermati, potrebbero dissuadere la Fed da ulteriori tagli dei tassi per il momento. Secondo dati resi noti ieri, intanto, la crescita economica statunitense ha frenato più del previsto nel quarto trimestre, con un tasso annualizzato dello 0,5%, rivisto al ribasso rispetto al precedente 0,7% e alla primissima stima di 1,4%.
CAFFE’ ESPRESSO
10 aprile 2026 - Primi effetti sull'inflazione Usa.
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