L'acuirsi delle tensioni a seguito dell’attacco di Israele al giacimento di gas iraniano si è riflesso immediatamente sulle quotazioni del greggio, con il Brent schizzato di oltre il 5% ieri a 108 dollari al barile. Le quotazioni sono salite ulteriormente stamani sfondando i 110 dollari.
In questo quadro, la banca centrale Usa ha lasciato invariato il costo del denaro, in linea con le attese, prevedendo un aumento dell'inflazione, un tasso di disoccupazione stabile e un solo taglio dei tassi per quest'anno, senza chiarire quando potrebbe concretizzarsi. Un percorso che Jerome Powell ha definito ieri soggetto ad un’incertezza insolitamente elevata, mentre i policymaker cercano di valutare l’impatto della guerra in Medio Oriente. "Nel breve periodo, il rincaro dell’energia spingerà verso l’alto l’inflazione complessiva, ma è troppo presto per capire portata e durata dei possibili effetti sull’economia", ha detto Powell in conferenza stampa dopo la decisione del Fomc - con voto 11-1 - di mantenere il tasso sui Fed funds nel corridoio 3,50%-3,75%. I mercati sono passati a scontare appena 11 punti base di allentamento entro dicembre.
Tassi fermi anche in Giappone e in Canada. Per il governatore nipponico Ueda è difficile stabilire con chiarezza al momento se dare più peso al contenimento dei prezzi o al sostegno dell’economia, mentre gli occhi restano anche alla fragilità dello yen. Anche Francoforte, il cui verdetto arriverà come di consueto alle 14,15, dovrebbe mantenere i tassi al 2%, ma dicendosi pronta ad alzarli se la guerra in Iran dovesse alimentare l’inflazione. I mercati si aspettano che il ritmo di crescita dei prezzi nell'area euro superi il 3% il prossimo anno e torni verso l’obiettivo del 2% solo gradualmente nei quattro anni successivi. I mercati prezzano due rialzi dei tassi entro dicembre. I banchieri centrali hanno avvertito che il conflitto spingerà i prezzi verso l’alto e indebolirà la crescita, ma l’entità dell’impatto dipenderà dalla durata della guerra, una variabile su cui ammettono di avere per ora scarsa visibilità. Lagarde si limiterà con ogni probabilità a ribadire tale linea, offrendo rassicurazioni sulla disponibilità ad intervenire se necessario senza però impegnarsi in mosse premature. Messaggi analoghi sono attesi in giornata da Bank of England, dalla Riksbank svedese e dalla Banca nazionale svizzera.
CAFFE’ ESPRESSO
19 marzo 2026 - Petrolio in rialzo, dollaro si rafforza, borse deboli, tassi in rialzo.
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