I rendimenti obbligazionari sono scesi dopo dati che hanno indicato un raffreddamento dei prezzi superiore al previsto in Germania e in Francia a dicembre, a fronte di un'economia resiliente nel suo complesso. Il quadro rafforza l'idea che la Bce continui a trovarsi in "buona posizione" e rimanga on-hold quest'anno, scongiurando l'ipotesi che possa profilarsi un rialzo dei tassi, che i mercati sono passati a prezzare con possibilità pari a zero entro dicembre dal precedente 10%. Un inasprimento entro marzo 2027 è dato al 24% dal 30%. Le statistiche sul Cpi per l'intera Eurozona saranno pubblicate da Eurostat in mattinata, precedute dall'aggiornamento di novembre sulle vendite al dettaglio tedesche.
Nel pomeriggio l'attenzione si sposterà Oltreoceano, dove - in vista dei numeri sui payroll in agenda venerdì, cruciali in ottica Fed - prime indicazioni sullo stato di salute dell'occupazione statunitense giungeranno dalle statistiche Adp sul settore privato e da quelle Jolts sulle offerte di lavoro. Gli investitori ponderano anche i recenti commenti del presidente della Fed di Richmond, Tom Barkin, che ha invitato ad un approccio prudente riguardo ad ulteriori tagli, in contrasto con l’appello del collega Stephen Miran che nel corso di un'intervista a Fox News è tornato a dirsi favorevole ad un allentamento aggressivo.
Dopo aver abbassato i tassi di tre quarti di punto percentuale lo scorso anno, i policymaker appaiono particolarmente divisi su come muoversi nel corso di quest'anno. I futures sui Fed funds scontano solo una piccola probabilità di una riduzione dei tassi già al Fomc di fine mese e circa il 50% di una tale evenienza al meeting di marzo, mentre scommettono su due mosse da -25 pb entro fine anno.
Il focus resta anche all'offerta di nuova carta, che si prospetta particolarmente copiosa questo mese, come tipicamente accade a inizio anno.
Venerdì, la Corte Suprema degli Stati uniti potrebbe esprimersi sulla legittimità delle tariffe globali imposte dall'amministrazione.