La scorsa settimana ha visto il maggior rialzo dei rendimenti dai primi di marzo dopo che i mercati monetari hanno iniziato a prezzare possibili rialzi dei tassi da parte della Bce piuttosto che tagli, come ipotizzato fino a poco fa.
Giovedì, in base alle aspettative del mercato, Francoforte dovrebbe lasciare invariati i tassi al 2%. Verranno diffuse anche le nuove proiezioni per crescita e inflazione da cui ci si aspetta una revisione al rialzo della crescita rispetto a settembre, come del resto ventilato dalla stessa Lagarde la settimana scorsa. Le stime sull'inflazione dovrebbero invece restare in linea con le precedenti. Diversi osservatori si aspettano una reazione scarsa da parte dei mercati ai messaggi Bce che probabilmente sottolineeranno che Francoforte non toccherà i tassi per un po' e ribadiranno che "siamo a buon punto". Se nelle ultime settimane i mercati hanno progressivamente ridotto le scommesse su potenziali tagli dei tassi nel 2026, dopo le dichiarazioni di alcuni sponenti sono passati a ipotizzare rialzi del costo del denaro. Tra le altre banche centrali, sempre in settimana la Bank of Japan dovrebbe aumentare i tassi di 25 punti base allo 0,75%, mentre la Banca d'Inghilterra potrebbe procedere a un taglio di pari entità al 3,75%. Al pari della Bce, dovrebbe mantenere invariati i tassi di interesse la Riksbank svedese e la Norges Bank norvegese.
La settimana si preannuncia ricca anche dal punto di vista dei dati: domani verranno diffuse le stime preliminari di dicembre degli indici Pmi di Germania, Francia e zona euro che, in quest'ultimo caso, dovrebbero mostrare un miglioramento per i servizi e per il manifatturiero (che si porterebbe a un passo dal territorio si crescita). Sempre domani verrà diffuso anche l'indice Zew tedesco che dovrebbe segnalare un miglioramento in dicembre. Mercoledì invece, alla vigilia del meeting Bce, verranno resi noti la lettura finale dell'inflazione della zona euro a novembre e l'indice tedesco Ifo.
Domani verranno diffusi anche i dati sugli occupati Usa elaborati dal governo che dovrebbero mostrare un incremento di 40.000 nuovi posti a novembre rispetto ai 97.000 del mese prima. Il tasso di disoccupazione è dato stabile a 4,4% rispetto al mese precedente. Giovedì invece sarà la volta della stima sull'inflazione di novembre.
Il clima di fiducia delle grandi aziende manifatturiere giapponesi, secondo l'indagine Tankan della BoJ, ha raggiunto il massimo degli ultimi quattro anni nei tre mesi fino a dicembre, rafforzando le aspettative di un aumento dei tassi questa settimana.
Lo yen si muove al rialzo in una settimana cruciale che vedrà le decisioni sui tassi delle principali banche centrali, nonché la pubblicazione di dati chiave negli Stati Uniti che potrebbero orientare le prospettive politiche della Fed per il nuovo anno.