La fine dello shutdown significherà la pubblicazione di una serie di dati economici lungamente attesi - dall'occupazione al Cpi, per citare solo i principali - che potrebbero iniettare una qualche volatilità nei mercati.
La Federal Reserve ha tagliato i tassi di interesse nella sua ultima riunione, ma Powell ha messo in guardia dal dare per scontato un'altra riduzione a dicembre, anche a causa dell'incertezza su cosa potrebbero indicare le statistiche chiave su payroll e inflazione.
Il mercato del lavoro potrebbe aver retto abbastanza bene, le condizioni finanziarie rimangano accomodanti e l'inflazione, ancora al di sopra dell'obiettivo, sta andando invece nella direzione sbagliata. A meno di grandi sorprese dalle statistiche in arrivo, quindi, l'eventualità di un terzo allentamento entro fine anno si sta rapidamente indebolendo.
I rischi per l'inflazione nella zona euro sono bilanciati e la crescita si sta rivelando più forte del previsto secondo esponenti Bce; si rafforzano le aspettative del mercato che Francoforte rimarrà ferma nel prossimo futuro.
La Bce ha mantenuto i tassi invariati da giugno affermando che la politica monetaria è "in una buona posizione", anche se alcuni membri del board temono che l'inflazione possa scendere troppo, costringendoli a riprendere l'allentamento nel 2026.
I mercati vedono una probabilità prossima allo zero di una nuova riduzione quest'anno e stimano una probabilità del 40% che avvenga entro la metà del 2026.