CAFFE’ ESPRESSO

11 giugno 2024 - Il voto pesa sui governativi periferici.

I rendimenti dell'Eurozona sono saliti bruscamente ieri a seguito del responso giunto dal voto per il rinnovo del parlamento europeo.

L'avanzata dell'estrema destra, che ha spinto il presidente francese Emmanuel Macron a indire elezioni nazionali anticipate, ha riportato l'attenzione degli operatori sui rischi politici in Europa - rischi che i mercati avevano da tempo messo in secondo piano - mentre si valuta quale peso potrebbero avere i partiti nazional-populisti nel nuovo esecutivo Ue e in che termini possano essere una minaccia per l'integrazione.

Durante la pandemia la Francia è stata tra i maggiori fautori di un rafforzamento dell'unione fiscale sfociato in un Recovery fund da 800 miliardi di euro. Una vittoria dell'ultra-destra alle prossime politiche metterebbe a repentaglio tale orientamento in sede europea, implicando un premio per il rischio strutturale più elevato sulle obbligazioni dei paesi ad alto debito del blocco come l'Italia.

Ieri il differenziale con la Germania si è allargato di una decina di punti circa, con i governativi italiani che - insieme a quelli francesi - sono stati penalizzati più di altri periferici come quelli di Grecia, Spagna e Portogallo.

 

Tali tensioni si vanno ad inserire su un trading già piuttosto nervoso, visti i toni hawkish che continuano ad arrivare dai banchieri euro e con numerosi interventi previsti anche oggi.

Nonostante il taglio di 25 punti base annunciato da Francoforte la scorsa settimana, in un'intervista ad alcuni quotidiani ieri la presidente Christine Lagarde avvertiva che i tassi di interesse euro non sono su un percorso di calo lineare e i policymaker potrebbero aspettare più di una riunione prima che vengano tagliati di nuovo.

 

Tutto questo mentre il mercato resta in attesa del Fomc, che si apre oggi per concludersi domani, quando saranno in calendario anche i dati sull'inflazione Usa di aprile.

Dopo i numeri forti sull'occupazione pubblicati venerdì scorso, i trader hanno ridotto le loro scommesse su un ribasso dei tassi Fed a settembre a meno del 50%, ridimensionando le aspettative anche riguardo al numero delle mosse di allentamento previste per quest'anno: al momento ne prezzano solo una.

Gli occhi domani - quando è scontato che i tassi verranno lasciati invariati - saranno dunque soprattutto alle modifiche dei dot-plot, alla revisione delle proiezioni macro oltre che, ovviamente, alle indicazioni di Jerome Powell.

 

Nella riunione di giovedì e venerdì la banca centrale nipponica deciderà di iniziare a ridurre gli acquisti mensili di obbligazioni, compiendo un primo importante passo verso la riduzione del suo enorme bilancio. La maggioranza degli economisti è convinta che BoJ stia gettando le basi, forse prima di quanto previsto, per un inasprimento della politica monetaria in un momento in cui la maggior parte degli altri istituti propende per un allentamento.

Etichette: Aritmatica, Caffé Espresso |

I commenti sono chiusi.