Strano, decisamente strano. L’Economist che esce con la copertina shock “The time-bomb at the heart of Europe” dove vengono raffigurate delle baguette tenute insieme come un candelotto di dinamite da un fascio blu bianco e rosso, consiglieri della Merkel che rilasciano dichiarazioni secondo cui il vero problema dell’Europa è la Francia, Moody’s che toglie la tripla A ai transalpini e sullo sfondo il braccio di ferro tra Francia e Germania per definire le tappe della vigilanza e dell’unione bancaria. Forse è proprio questa la strategia tedesca: indebolire il fronte francese per far passare la sua linea sull’unione bancaria. Le divergenze su questo punto sono molte e di sostanza soprattutto sul ruolo della Bce come vigilante; la Francia vorrebbe che la Bce vigilasse su tutte le 6000 banche europee mentre la Germania solo su quelle di maggiori dimensioni rimanendo alle singole banche centrali la vigilanza su quelle minori. La questione non è da poco vista la diversa struttura del sistema bancario dei due paesi con la Francia che ha poche grandi banche e la Germania che invece ha tanti piccoli istituti.
Al di là del downgrade francese, vista anche la sempre minore considerazione di cui godono le società di rating e che ricordiamo storicamente si muovono sempre in modo “anticiclico”, quello che deve preoccupare più di tutto è la mancanza di unitarietà di intenti sul progetto dell’unione bancaria. I mercati hanno voluto fare un atto di fiducia credendo che entro fine anno si sarebbe compiuto: ormai sembra sempre meno probabile un accordo entro tale data e se le divergenze aumentano con una parte che addirittura cerca di indebolire l’altra così come sta avvenendo, allora dovremmo essere pronti a ad allacciarci le cinture di sicurezza.
Qualche preoccupazione inizia ad affiorare. Le borse oggi sono in lieve territorio negativo e i titoli periferici vedono i rendimenti incresparsi mentre l’Euro appare tonico pur se sotto i massimi. Le preoccupazioni sono mitigate dall’attesa per lo sblocco degli aiuti alla Grecia e per un possibile compromesso sul “fiscal cliff” negli Usa.
Qualche tensione sui Bonos e sui periferici in genere potrebbe sorgere in settimana visto che la Spagna si presenterà sul primario, oggi con titoli a breve e giovedì con titoli a medio lungo termine.
La riunione dei ministri finanziari della zona euro quasi sicuramente darà il via libera di massima ai prestiti di emergenza necessari alla Grecia per evitare il default. Il versamento dei 44 miliardi di euro, che coprono le esigenze finanziarie del Paese fino al 2014, avverrà però solo il prossimo 5 dicembre, termine entro cui Atene dovrà mostrare l'impegno a effettuare alcune "azioni prioritarie", ovvero un pacchetto dettagliato di riforme economiche.
La Banca centrale giapponese ha lasciato invariata la propria politica monetaria (refi a 0-0,10%), resistendo alle pressioni per l'avvio di un programma di allentamento al fine di sostenere un'economia che rischia di scivolare in recessione.