CAFFE’ ESPRESSO

4 maggio 2023 - Apertura della Fed ad una pausa dei rialzi.

Si è conclusa con il previsto aggiustamento al rialzo di 25 punti base la riunione del Federal Open Monetary Committee dell'istituto centrale Usa, che porta il riferimento sui Fed Fund a 5-5,25%.

La stretta monetaria - la decima consecutiva, il ciclo restrittivo più veloce da quarant'anni - era ampiamente scontata a dispetto delle ultime vicissitudini tra i finanziari dopo il caso di First Republic Bank, salvata da Jp Morgan. Una pausa nel ciclo delle strette avrebbe infatti mandato ai mercati un messaggio interpretabile come indice di preoccupazione.

Presentando il verdetto sui tassi, Jerome Powell ha definito la politica Fed adeguatamente restrittiva, considerando che i tassi reali stanno intorno a 2%. Secondo il numero uno Fed, dopo l'ultima mossa di politica monetaria gli Usa hanno una maggiore possibilità di evitare la recessione. In caso questa si verificasse, potrebbe essere "lieve".  L'attenzione si sposta ora alle prossime riunioni, con gli analisti che vedono la banca centrale fermare il ciclo di irrigidimento a partire da giugno per poi cominciare ad allentare nella seconda parte dell'anno.

 

Alle 14,15 il verdetto di politica monetaria da parte della Banca centrale europea, che ha avuto modo di ragionare sugli ultimissimi dati relativi all'inflazione di aprile e alle condizioni del credito.

Pubblicata l'altroieri, la stima Eurostat ha messo in evidenza una dinamica perfettamente in linea alle attese a livello di indice generale insieme a un imprevisto e incoraggiante rallentamento della voce 'core', il primo da gennaio dell'anno scorso.

Insieme all'indagine trimestrale Bce sulle condizioni del credito nel primo trimestre, i dati sull'inflazione di aprile hanno mosso l'ago della bilancia delle aspettative sui tassi, indicando una chance di circa 85% di una stretta da un quarto di punto.

E’ probabile che Francoforte segnali oggi nuovamente la necessità di altri rialzi, senza tuttavia tornare a un'esplicita 'guidance'. L'accento dovrebbe restare sulla necessità di ricondurre l'inflazione al target in modo tempestivo, ma anche sul fatto che eventuali strette saranno accompagnate da un'ulteriore riduzione del bilancio e da future decisioni - forse già in giugno - sulla cessazione dei reinvestimenti.

Nel mese di aprile, intanto, la Bce ha incrementato di 421 milioni il portafoglio dei titoli di Stato italiani nell'ambito dei reimpieghi del programma Qe.

 

Inattesa contrazione del settore manifatturiero cinese nel mese di aprile, a segnale di quanto fragile ancora rimanga il percorso di ripresa della seconda economia mondiale dopo il pesante stop legato alla pandemia.

Debole il dollaro, che risente dell'apertura di Federal Reserve alla prospettiva di una pausa nel ciclo delle strette sui tassi. A contenere il deprezzamento della valuta Usa il clima di generalizzata avversione al rischio che ancora prevale sul mercato a causa dei problemi nel settore bancario.

 

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