CAFFE’ ESPRESSO

22 settembre 2022 - La Fed alza al 3-3,25%, la BoJ resta ferma a zero, oggi la BoE alzerà almeno di 0,50%.

 

Come in gran parte atteso, il Fomc ha annunciato un aumento dei tassi di 75 punti base portandoli a 3-3,25%, livello che non veniva raggiunto dal 2008. Si tratta del quinto rialzo consecutivo, il terzo di fila da tre quarti di punto percentuale. La banca centrale Usa ha segnalato, inoltre, l'intenzione di rafforzare in rapidità e intensità l'irrigidimento monetario nel tentativo di contrastare la corsa dei prezzi, ai massimi a 40 anni. Nei "dots" la mediana delle stime indica tassi a fine anno al 4,25-4,50% e al 4,50-4,75% nel 2023, il che implica altri due incrementi a novembre e dicembre, di cui almeno uno da 75 punti. Un allentamento non è previsto fino al 2024. Usando parole nette, Jerome Powell ha ribadito che la Fed è "fortemente decisa" a portare a termine il suo lavoro, anche se il percorso non sarà indolore. Le proiezioni economiche trimestrali mostrano un rallentamento del Pil nel 2022, con una crescita a fine anno ipotizzata allo 0,2%, che salirà all'1,2% nel 2023, ancora ben al di sotto del potenziale dell'economia Usa. Il tasso di disoccupazione, attualmente al 3,7%, dovrebbe salire al 3,8% quest'anno e al 4,4% nel 2023. L'inflazione è vista tornare lentamente all'obiettivo del 2% nel 2025. Dinnanzi a questo quadro, i listini statunitensi e poi quelli asiatici hanno perso terreno, mentre il dollaro ha toccato un nuovo record ventennale su euro e un massimo da 37 anni su sterlina. I rendimenti del Treasury a 2 anni hanno superato il 4%, ai massimi dal 2007, mentre quelli decennali sono saliti a livelli che non si segnavano dal 2011.

 

A poche ore dall'annuncio dell'istituto centrale statunitense, comunicazioni di tutt'altro stampo sono giunte da quello nipponico. Come ampiamente ipotizzato, al termine della sua due-giorni BoJ ha lasciato invariata la sua attuale politica ultra-accomodante. Il divario con la stance aggressiva della Fed ha spinto lo yen a scendere ancora, su un nuovo minimo da 24 anni, oltre il livello psicologico di 145 per usd.

 

Il responso più monitorato della giornata sarà quello di Bank of England che verrà diffuso alle 13.      Gli operatori scontano un incremento di tre quarti di punto percentuale - o un +50 in subordine -, volto a raffreddare il crescente costo della vita, mentre sul lato fiscale guardano anche alle implicazioni della mini-manovra programmata dal governo del neo-primo ministro conservatore Liz Truss, che sarà illustrata in giornata.

Proseguono in mattinata ulteriori cruciali appuntamenti sul fronte monetario, in una settimana dall'agenda particolarmente fitta, con l'annuncio sui tassi da parte delle banche centrali di Svizzera (9,30) e Norvegia (10,30), entrambe viste stringere decisamente i cordoni in una generalizzata lotta contro il surriscaldamento dei prezzi che sembra mettere da parte per ora i timori recessivi.

 

Non sono attese, invece, novità da Francoforte, dove è in calendario una riunione del Consiglio ma senza decisioni politiche.

 

Prezzi del petrolio in rimbalzo stamani dopo il calo di ieri, con i timori per la scarsità di scorte in vista dell'inverno che eclissano quelli di una recessione globale. I futures sul Brent salgono di 50 centesimi appena sopra i 90 usd al barile, recuperando le perdite subite nei primi scambi asiatici dopo le notizie Fed. Il greggio statunitense West Texas Intermediate (WTI) guadagna 45 centesimi a $83,39.

 

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