CAFFE’ ESPRESSO

20 settembre 2022 - Inizia oggi il meeting della Fed: in rialzo le probabilità di un aumento dell'1%.

Il mercato obbligazionario è sotto pressione in vista dei meeting di banche centrali in agenda questa settimana, soprattutto quello della Fed: ieri il rendimento del Bund a 10 anni ha toccato un nuovo massimo da metà giugno e quello a 2 anni, più sensibile ai rialzi dei tassi, si è avvicinato al massimo da undici anni segnato venerdì, mentre il rendimento del Treasury decennale ha toccato il livello più alto dal 2011. Il Sole 24 Ore segnala che il 2022 è l'anno peggiore dal 1949 per l'obbligazionario, con un paniere di bond globali elaborato da Bofa Merrill Lynch che registra finora un calo di oltre il 20%.

 

Al via oggi la due giorni di politica monetaria della Federal Reserve, che domani dovrebbe annunciare un rialzo dei tassi da 75 punti base. I futures sui tassi di interesse danno però a quasi il 20% la possibilità di un aumento di un punto percentuale pieno, un numero impensabile solo all'inizio del mese, quando l'indecisione era tra rialzi di 50 e 75 punti. Cresce intanto il timore che la Fed alzi i tassi troppo rapidamente. Saranno dunque di grande interesse le nuove previsioni al 2025 che verranno pubblicate domani sera dalla banca centrale, per capire quale impatto sull'economia Usa i policymaker ritengono necessario per contenere i prezzi.

L'Europa si prepara a una crisi energetica questo inverno. A livello globale, intanto, la crisi energetica spinge la richiesta di carbone.

 

Pechino ha presentato "severe rimostranze" dopo che il presidente Joe Biden ha detto che le forze Usa difenderebbero Taiwan in caso di invasione cinese.

Con un'agenda macro scarna, in attesa venerdì dei Pmi, occhi stamani sui prezzi al consumo tedeschi,  che ad agosto hanno subìto una decisa accelerazione al 7,9% su mese e al 45,8% su anno, contro attese rispettivamente a 1,6% e 37,1%.

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