CAFFE’ ESPRESSO

28 aprile 2022 - Yen debolissimo dopo la BoJ.

Al termine della riunione di politica monetaria l'istituto centrale nipponico ha confermato il costo del denaro a zero, dicendosi pronta a mantenere le misure espansive necessarie al sostegno di una ripresa ancora fragile di fronte a surriscaldamento dei prezzi. La “guidance” BoJ garantisce che i tassi rimarranno sui livelli attuali se non inferiori. Nel rapporto trimestrale presentato oggi l'istituto ha rivisto le stime sull'inflazione, portando quella sul 2022 a 1,9% a 1,4% delle attese di gennaio. La liquidità a livello globale resterà elevata grazie soprattutto alla BoJ: questo aiuta i mercati finanziari così come le misure espansive adottate dalla Cina. Crolla lo Yen che contro usd è ai minimi dal 2002. La moneta del Sol Levante cala per il differenziale tassi prospettici con quelli Usa. C’è poi un altro aspetto che sta affossando lo yen e facendo apprezzare il dollaro e in parte l’euro contro la divisa giapponese: si tratta della pratica del carry trade. Gli operatori prendono a prestito (si indebitano) in yen a tassi zero e investono in altre valute (azioni o obbligazioni soprattutto Usa). Per far ciò devono convertire la valuta di debito (yen) in dollari cioè vendono yen ed acquistano dollari e questo fa salire l’usd. Ovviamente il “giochino” ha un contraltare: se aumenta l’avversione al rischio bisogna chiudere le posizioni in dollari e ripagare il debito cioè vendere usd ed acquistare yen ed in questo caso la valuta giapponese si apprezzerebbe repentinamente. L’eurousd si affaccia per un attimo sotto 1,05: stiamo raggiungendo gli obiettivi del trend ribassista: il sentiment sull’euro resta negativo ma è plausibile attendersi una reazione tecnica su 1,05: modifichiamo l’indicazione da short a long nel brevissimo.

 

 

 

In attesa dell'analogo dato di domani sulla zona euro, nel primo pomeriggio da Berlino la stima sui prezzi al consumo di aprile. Le attese sono per un indice armonizzato stabile da marzo al tasso annuo di 7,6%. Dovrebbe invece frenare a 0,4% da 2,5% del mese scorso l'aumento dell'inflazione a perimetro mensile. Il governo federale ha ridotto ieri la stima di crescita sul 2022 e vede l'inflazione a 6,1% quest'anno e 2,8% il prossimo.

 

In particolare evidenza la stima preliminare sulla crescita del primo trimestre negli Usa, che dovrebbe viaggiare al ritmo di 1,1% dopo il 6,9% del quarto trimestre 2021.

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