CAFFE’ ESPRESSO

1 aprile 2022 - Gianna riuscirà ancora a difendere il suo salario dall'inflazione.

L'inflazione della zona euro continuerà a salire nei prossimi mesi e ci si aspetta che raggiunga il picco intorno a metà anno. Il consensus per i dati sull'inflazione di marzo, attesi per oggi, prevede livelli record oltre il 7%, ben al di sopra del target Bce del 2%, ma secondo il capoeconomista e il vicepresidente, nella seconda metà dell’anno dovrebbe iniziare a calare per poi portarsi verso il 2% con il calo dei costi energetici. Buone notizie da questo fronte dagli Usa con l’indice di inflazione Pce core – il più seguito dalla Fed, che scende rispetto al mese precedente. Qualche segnale di debolezza dall’economia Ue con le vendite al dettaglio tedesche decisamente sotto consenso.

Il rialzo dell’inflazione contribuisce al crollo della fiducia delle famiglie e questo porterà ad una frenata dell’economia nonostante i risparmi accumulati negli ultimi due anni.

Un aspetto rilevante riguarda il trasferimento dei prezzi alla produzione ai prezzi al consumo; l’aumento dei primi non è ancora stato traslato sui secondi esclusi alcuni settori come quello alimentare. Il trasferimento è funzione delle attese sull’inflazione: se si ipotizza – come da previsione Bce e di molti altri previsori – un rientro dell’inflazione europea verso il 2% nel 2023, allora il trasferimento sarà modesto.

La mancanza di indicizzatori automatici dei salari all'inflazione e un mercato del lavoro disteso, dovrebbero evitare la famosa nefasta spirale salari - prezzi.  Per ora 2/3 dell'inflazione è importata. Tempi duri per Gianna ...

In Italia l’aumento della bolletta energetica costerà alle imprese italiane circa l’1,9% del valore della produzione.

Spesso si accosta l’attuale crisi energetica a quella degli anni 70’; da un punto di vista macroeconomico negli anni 70’ la bilancia dei pagamenti era in forte deficit, oggi abbiamo (Italia) un surplus notevole.

 

Sul fronte macro l'appuntamento clou è quello con i numeri di marzo sul mercato del lavoro Usa.

 

Atteso, come di consueto a mercati Usa chiusi, il pronunciamento di Moody's sul rating sovrano italiano, attualmente 'Baa3' con outlook stabile, per il quale gli osservatori sono inclini a non aspettarsi modifiche. In occasione dell'ultima revisione, lo scorso novembre, l'agenzia statunitense non apportò cambiamenti mentre, poco prima, Dbrs e S&P Global avevano confermato il rating sull'Italia, migliorandone l'outlook rispettivamente a 'stabile' e a 'positivo'. Sarà interessante capire quali sono, secondo Moody's, le ricadute del conflitto in Ucraina sull'economia italiana. Il governo punta a confermare l'obiettivo di deficit/Pil al 5,6% nel 2022.

 

Mentre riprendono i negoziati per la pace tra Russia e Ucraina, gli acquirenti europei di gas russo devono fare i conti con l'annuncio del presidente Putin che ha chiesto di pagare il gas di Mosca in rubli a partire da oggi pena il blocco delle forniture. I governi europei hanno respinto la richiesta di Mosca che ha provocato un apprezzamento del rublo e che la Germania ha definito un "ricatto". Gli acquirenti dovranno trasferire la valuta estera su un conto speciale presso Gazprombank, che acquisterà quindi rubli per conto dell'acquirente per poi trasferirli su un conto di Gazprom in divisa russa. Mosca intanto ha bandito dal proprio territorio i più alti funzionari Ue. Oltre alla telefonata di ieri sera - in cui il premier Draghi e il cancelliere tedesco Scholz hanno ribadito l'importanza delle sanzioni contro Mosca - il ministro Cingolani ha detto che il governo è in contatto con i partner europei per formulare una risposta ferma, aggiungendo che le riserve di gas consentiranno l'attività economica del paese anche in caso di stop al flusso dalla Russia. Dagli Usa il presidente Biden ha deciso il maggior sblocco di riserve strategiche di greggio sollecitando le società petrolifere a estrarne di più. Prosegue intanto, dopo gli spiragli nei negoziati di pace degli ultimi giorni, il lavorio diplomatico: in agenda oggi il nuovo vertice tra la presidente della Commissione Ue von der Leyen, quello del consiglio europeo Michel e il presidente cinese Xi.

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