L’effetto del conflitto non sembra preoccupare più di tanto i direttori acquisti visto che gli indici di fiducia Pmi sono risultati migliori del consenso anche se potrebbe non essere ancora stato rilevato completamente nei questionari. Negli Usa il mercato del lavoro si conferma robusto alimentando le attese per un rialzo di mezzo punto dei Fed Fund alla prossima riunione: le nuove richieste di sussidio di disoccupazione sono scese su livelli che non si vedevano dal 1969 a 187.000 la scorsa settimana, circa 30.000 in meno di quella precedente. Il consensus si aspettava 210.000. Delude invece la dinamica sugli ordinativi di beni durevoli a causa del rallentamento delle spedizioni, mentre sul piano della domanda i dati restano decisamente confortanti. I rendimenti europei salgono anche perché si potrebbe assistere ad un aumento delle emissioni per coprire in deficit nuove spese in campo energetico legate alla guerra in Ucraina. In particolare ciò potrebbe rivelarsi un rischio per l’Italia che vedrà sicuramente un nuovo scostamento di bilancio con emissioni superiori a quelle programmate, ma è anche vero che le nuove spese potrebbero essere assorbite da eventuali programmi di emissioni congiunte a livello Ue. Il tema è quindi cosa accade se la crescita sarà più bassa e il deficit superiore alle attese.
CAFFE’ ESPRESSO
25 marzo 2022 - Guerra, accelerazione della transizione energetica significa più debito ...
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