L'appuntamento principale per i mercati globali oggi è quello con i numeri di novembre sull'inflazione Usa: il consensus converge su +6,8% su base annua da +6,2% di ottobre, massimo in 31 anni. Il dato è fondamentale in vista del meeting Fed del prossimo 15 dicembre: qualsiasi sorpresa al rialzo, infatti, deporrà probabilmente a favore di un'accelerazione del tapering e di un rialzo dei tassi prima del previsto. Nel pomeriggio, sempre dagli Usa, verrà diffusa la stima sulla fiducia dei consumatori dell'Università del Michigan. Ieri il Senato Usa ha approvato e inviato al presidente Biden il primo dei due provvedimenti necessari per alzare il tetto del debito ed evitare il default.
Riferimenti per l'avvio odierno i 132 punti base per lo spread Italia-Germania sul segmento decennale e lo 0,99% per il tasso del 10 anni di riferimento. Secondo un sondaggio Reuters, la volatilità vista di recente sui mercati obbligazionari continuerà, o aumenterà, nei prossimi tre mesi, quando difficilmente si assisterà a una correzione dei rendimenti.
A novembre la lettura finale dell'inflazione tedesca relativa al dato armonizzato ha confermato la stima 'flash' di +0,3% su mese e +6,0% su anno.
A ottobre la stima del Pil UK ha registrato +0,1% su mese, sotto le attese per +0,4%, e +4,6% su anno, al di sotto del consensus per +4,9%. La produzione industriale ha visto nello stesso mese un calo di 0,6% su mese (da +0,1% delle attese) e un incremento di 1,4% su anno contro +2,2% del consensus. I dati sono fondamentali in attesa del meeting della Banca d'Inghilterra del 16 dicembre. Il diffondersi della variante Omicron e i possibili impatti sull'economia spingerebbero però la BoE a posticipare il rialzo dei tassi, secondo un sondaggio Reuters.
A meno di una settimana dal meeting Bce, ieri alcune fonti hanno riferito a Reuters che gli esponenti del board si stanno concentrando su un aumento temporaneo del programma Qe. In mattinata spunti utili a comprendere quale potrebbe essere la risposta di Francoforte il 16 dicembre potrebbero giungere dagli interventi della presidente Lagarde.
Azioni Evergrande in calo dopo che ieri l'agenzia di rating Fitch ha downgradato il colosso immobiliare cinese citando il default sulle obbligazioni offshore.