CAFFE’ ESPRESSO

4 marzo 2021 - L'instabilità sull'obbligazionario innervosisce le borse.

L’instabilità delle obbligazioni non fa bene alle azioni, anche se l’aumento dei rendimenti delle ultime settimane è stato salutato ieri sera dal presidente della Federal Reserve di Chicago, Charles Evans, come un segnale di ripresa economica. Le borse non la pensano allo stesso modo. Ieri sera il Nasdaq ha perso il 2,7%, stamattina il future è in calo di oltre l’1%. Per le banche, la curva dei tassi reali molto più ripida è ossigeno per i conti. In Europa il BTP è salito a 0,75%, il Bund a -0,30%. C’è da preoccuparsi? Secondo Goldman Sachs non più di tanto. In un report dedicato alla sostenibilità del debito delle prime quattro economie della zona euro, gli analisti arrivano alla conclusione che si può stare tranquilli fino ad un rendimento del BTP a sette anni intorno al 2,7%. Per la Francia non ci sono problemi fino al 3%. Non ne parliamo della Germania, il tema non si pone fino a 5,5%.

Il secondario italiano ha chiuso in marcato ribasso una seduta contrassegnata da un'accoglienza decisamente positiva del primo Btp verde, 8,5 miliardi di euro a scadenza aprile 2045. Il mercato guarda con preoccupazione alla risalita dei tassi in attesa del consiglio di politica monetaria Bce della prossima settimana.

Agenda decisamente snella sul fronte macro: in mattinata dalla zona euro le vendite al dettaglio e il tasso di disoccupazione di gennaio, mentre nel pomeriggio dagli Usa le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione oltre a produttività e costo del lavoro nei tre mesi al 31 dicembre.

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