Mentre il numero dei casi di Covid ha superato i 2 milioni in Usa, ieri il Fomc ha comunicato, come atteso, di lasciare i tassi invariati, con una decisione unanime che li vedrà restare vicino allo zero almeno fino al 2022. Promettendo il proprio supporto per i prossimi anni all'economia sconvolta dagli effetti della pandemia, la banca centrale ha aggiunto che manterrà gli acquisti di bond come minimo agli attuali livelli.
La Fed non ha annunciato alcuna misura per contenere il rialzo dei rendimenti, ma durante la conferenza stampa di chiusura della consueta due-giorni del Fomc, Powell ha spiegato che il suo istituto potrebbe valutare strumenti di controllo della curva una volta che la direzione dell'economia si farà più chiara. Un cap sui rendimenti renderebbe meno attrattivo il Treasury e potrebbe esacerbare il calo del dollaro. Wall Street ha mostrato scarsa reazione dopo l'annuncio della banca centrale per poi chiudere con il Dow in calo dell'1% circa. Il rendimento del Treasury decennale è calato a 0,744% e anche il biglietto verde ha perso terreno su euro e yen.
Nelle su prime proiezioni macro post-Covid, Fed vede una contrazione dell'economia Usa pari al 6,5% nel 2020 con un tasso di disoccupazione al 9,3% a fine anno. La ripresa non sarà affatto rapida, anzi gli effetti negativi della pandemia si faranno sentire a lungo, secondo la banca centrale - con un rimbalzo pari al 5% nel 2021.
Sull'andamento del Btp questa settimana pesa l'ingente offerta di carta nella zona euro, con molti Paesi che approfittano del momento favorevole per emissioni via sindacato.
Densa l'attività anche sul fronte dei collocamenti corporate.
Le aperture dovish della Fed hanno inizialmente depresso il dollaro sui minimi da tre mesi contro un basket delle principali valute. Negli scambi asiatici il biglietto verde si è stabilizzato a quota 107,03 yen. L'euro è in area 1,1346 dollari dopo aver toccato ieri il massimo da metà marzo a 1,1422. Da segnalare il recente declino del franco svizzero che -- da quando Francia e Germania hanno avanzato la propria proposta sul Recovery Fund, riaccendendo un qualche appetito al rischio sui mercati -- ha ceduto il 4%, in un movimento che sta colpendo gli speculatori che spesso ricorrono al franco, considerato un rifugio nei momenti di crisi.
Lo yen giapponese si rafforza per il quarto giorno consecutivo su dollaro, il cross di riferimento per il carry trade sui prestiti preferito dai grandi investitori internazionali, scende sui minimi delle ultime due settimane.
Ieri sera, dalla Federal Reserve sono arrivate tutte le rassicurazioni possibili sul mantenimento dei tassi ai livelli attuali (0%-0,25%) per almeno due anni, fino al 2022, ma il giuramento di Powell sul costo del denaro (“non stiamo pensando di alzare i tassi e non stiamo neanche pensando di pensare di alzare i tassi”), è stato accompagnato da una mesta cautela sull’evoluzione del quadro macroeconomico.